Virus A, indagati 20 medici a Messina

Giovanna Russo, aveva 46 anni, era in buona salute ed è morta per complicazioni polmonari causati dall’influenza A. Una morte improvvisa e imprevista, sul quale vuole vederci chiaro sia il ministero della Salute sia la stessa magistratura. Che ieri ha spedito venti avvisi di garanzia a tutti medici che hanno avuto in cura la donna. «Il nostro dovere è di chiarire le cause di questo tragico evento che ci addolora tutti», ha spiegato il procuratore di Messina Guido Lo Forte che ha aperto d’ufficio l’inchiesta. Gli avvisi di garanzia servono a permettere ai familiari e a tutti i medici che l’hanno avuta in cura di partecipare all’autopsia. «Bisogna accertare – dice il procuratore - se questa morte derivi da una mutazione del virus H1N1, o se potrebbe essere stata provocata dall’interazione tra il virus e una patologia non rilevata o non rilevabile della paziente o se invece c’è stato un problema nelle cure e terapie adottate dai sanitari».
E intanto gli ispettori inviati dal ministero della Salute sono già al lavoro nell’ospedale Papardò di Messina. Gli esperti dovranno verificare se siano stati seguiti correttamente i protocolli sanitari definiti dal ministero.
E intanto si apre un altro caso, perché a Cesena non c’e l’ha fatta la paziente di 57 anni, anche lei colpita da influenza A H1N1 e ricoverata dal 31 agosto al «Bufalini» dopo una grave sindrome respiratoria che ha determinato irreversibili complicanze. La donna, però, era affetta da altre gravi patologie ed era, al momento del ricovero, residente in una comunità per disabili. Nella stessa struttura, tra l’altro, si sono verificati altri 10 casi di influenza, di cui 9 risolti senza ricovero ospedaliero e uno recentemente dimesso dal reparto di malattie infettive ove era stato ricoverato per la presenza di altre patologie che potenzialmente ne potevano aggravare il decorso clinico. Salgono dunque a tre le vittime dell'influenza H1N1, compreso il 51enne di Napoli. Una evenienza, quella dei decessi, che anche Fazio considera ineluttabile. «Di influenza A si può morire - afferma il viceministro alla Salute -, possono morire anzitutto persone con altre malattie intercorrenti o quelle che possono sviluppare polmoniti interstiziali, però i tassi di mortalità stimati sono meno della metà di quelli dell'influenza normale». Fazio sottolinea in ogni caso «l'efficacia dei provvedimenti disposti», che hanno consentito «di ritardare almeno di un mese, rispetto alle stime degli esperti, la diffusione della pandemia».
Ma il virus tra poche settimane potrà essere fronteggiato con le armi della prevenzione. Secondo il viceministro, il vaccino «dovrebbe essere distribuito alle Regioni già a partire dal mese di ottobre». E la campagna vaccinale per mettere al tappeto la nuova influenza «partirà appena ci sarà il via libera dell'Emea, atteso tra il 15 ottobre e metà novembre». Fazio ha spiegato che le persone che assistono lattanti sotto i sei mesi di età saranno incluse nelle categorie di soggetti da vaccinare prioritariamente. Mentre tra i primi ad essere vaccinati, oltre ai lavoratori dei servizi essenziali, sono stati inclusi anche i donatori di sangue periodici.
Saranno poi una decina i centri di rianimazione di secondo livello destinati ad accogliere i pazienti che sviluppano una polmonite grave dopo essere stati contagiati dalla nuova influenza. In Italia, fino a questo momento, sono 8.133 i casi stimati di nuova influenza e quelli confermati sono soltanto 2.384. Nel mondo invece i casi sono circa 300mila, con 3.500 decessi, mentre in Europa si contano 53mila infetti, con 158 decessi.

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