La vivacità imprenditoriale come vero punto di forza

Turismo, servizi, agricoltura e un contesto produttivo in cui l’artigianato da una parte e il terziario innovativo dall’altra svolgono un ruolo di primo piano.
La struttura economica del Trentino, capace di un reddito pro-capite superiore ai 26mila euro (contro la media nazionale di 22mila) e che i dati Prometeia di fine 2004 accreditano di un tasso di disoccupazione inferiore al 3%, mostra di accoppiare alla maturità commerciale e organizzativa delle produzioni più tradizionali, come frutticoltura, viticoltura, pietra e legno, una vivacità imprenditoriale che abbraccia svariati settori, dalla meccanica alla chimica e alla microelettronica, avvantaggiandosi di una forte vocazione internazionale. «Sul fronte delle esportazioni - dice l’assessore all’Industria, Marco Benedetti - il Trentino sta reggendo bene l’urto della competizione globale, sia rispetto alle produzioni strettamente legate al territorio, sia nell’ambito di nicchie connesse all’innovazione». Oltre un terzo del fatturato deriva, infatti, dall’export, con la Germania in prima fila tra i Paesi di sbocco. Nello sviluppo del tessuto economico la ricerca ha assunto un ruolo chiave: se la spesa privata segna il passo, gli investimenti pubblici hanno raggiunto i 300 euro per abitante (in tutto quasi 150 milioni di euro) contro i 45 dell’Italia e i 60 dell’Ue a quindici.
«Nella legislatura che si sta concludendo si è portata a termine la riforma dei due più antichi enti territoriali, nonché apprezzati centri sperimentali, l’Istituto trentino di cultura e l’Istituto agrario di San Michele all’Adige», ora divenuti le Fondazioni Bruno Kessler (informatica avanzata, microsistemi e ricerca umanistica nei campi della storiografia italo-germanica e delle scienze religiose) ed Edmund Mach (ricerca e formazione nel settore agrario e biotecnologico). «Ed è stato anche sottoscritto con i ricercatori un contratto provinciale di settore, primo esempio del suo genere», che abolisce la progressione automatica delle carriere legandola a meccanismi di valutazione del merito. Con l’obiettivo - spiega l’assessore all’Innovazione, Gianluca Salvatori - di fare della nostra ricerca una realtà più efficiente, agile e capace di accompagnare le scelte strategiche del Trentino».


Sullo sfondo il delinearsi di un distretto nei settori strategici dell’energia, della casa ecologica e del legno, e il rafforzarsi dei richiami già accolti da aziende come Microsoft, che ha aperto un laboratorio sulla collina di Trento e da Fiat, presente con una sede del Centro ricerche.

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