Voto in Svezia, exit poll: Vittoria del centrodestra Xenofobi in parlamento

Exit poll della tv pubblica svedese al termine delle elezioni politiche. La coalizione di centrodestra del premier Reinfeldt (<em>nella foto piccola</em>) vince, ma si ferma al 49,1%. Sconfitto il centrosinistra. L'estrema destra sale al 4,6% e conquista il suo primo seggio alla Camera

Stoccolma - Il centrodestra ha vinto le elezioni in Svezia in base ai primi exit poll. E il partito di estrema destra Democratici di Svezia entra per la prima volta in parlamento, in base ai primi exit poll sui risultati delle elezioni. Il partito di centrodestra del primo ministro Frederik Reinfeldt ha vinto le elezioni ma, in base agli exit poll della tv pubblica SVT, la sua coalizione Alleanza ha ottenuto solo il 49,1% dei voti e non raggiunge la maggioranza che gli permetterebbe di formare da sola il governo. L'estrema destra di Democratici per la Svezia guidata da Jimmi Akesson entra per la prima volta in parlamento e ottiene il 4,6% dei suffragi. Sconfitti i socialdemocratici e i loro alleati che si fermano al 45,1%.

L'estrema destra L'estrema destra di Akesson, 31 anni, da cinque leader di Sd, é da tempo presente negli enti locali e si ritrova dunque a fare da ago della bilancia, nonostante negli ultimi giorni di campagna elettorale sia Reinfeldt sia Sahlin abbiano categoricamente escluso una collaborazione con il partito xenofobo e anti-islamico. "Non li toccherei neanche con le pinze" aveva detto nei giorni scorsi il premier uscente, mentre Akesson aveva tuonato contro gli altri partiti, prevedendo la storica svolta: "Per il semplice fatto di trovarci in parlamento, li spaventeremo e li costringeremo ad adattarsi". In un Paese che ha fatto registrare una ripresa economica tra le più forti in Europa e uno stato delle finanze pubbliche tra i più sani, la campagna elettorale è stata dominata dai temi del welfare e delle politiche fiscali, con il governo che ha rivendicato i tagli alle tasse e ai benefit e l'opposizione che al contrario ha criticato l'indebolimento del celebre stato sociale svedese, "dalla culla alla tomba". E il welfare, "corroso" dall'immigrazione, è stato anche il cavallo di battaglia della destra che ha cavalcato (come successo in altri Paesi europei, dal Belgio all'Olanda) le paure di un Paese composto per il 14% da stranieri di varie nazionalità, brandendo la minaccia di una "rivoluzione islamica".

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