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Papa Francesco

Non possiamo non rinnovare, ha detto il Papa a proposito del "martirio dei cristiani in Medio oriente e in alcune parti dell’Africa", il nostro appello "a coloro che reggono le sorti politiche ed economiche del mondo, di promuovere una coesistenza reciproca basata su rispetto, riconciliazione e mutuo perdono e solidarietà"

Raffaello Binelli
Papa Francesco ai potenti del mondo: agite contro la persecuzione dei cristiani

Michael Novak, filosofo cattolico di riferimento della cultura conservatrice Usa bacchetta il Papa dopo l'affermazione su Trump: "Non è una buona idea presentarsi davanti ai reporter dopo una lunga giornata faticosa".

Gabriele Bertocchi
Il filosofo cattolico che sfida Papa Francesco

"Mai più morte e sfruttamento! C'è sempre tempo per cambiare, c'è sempre una via d'uscita e un'opportunità, c'è sempre tempo per implorare la misericordia del Padre". Sono le parole di Papa Francesco a Ciudad Juarez, ultima tappa del suo viaggio in Messico, a soli 80 metri dal confine con gli Usa. Migliaia le persone presenti. Circa 50mila i fedeli in territorio texano, che Bergoglio ha più volte salutato, al di là del 'muro della vergogna', come i messicani chiamano la barriera anti migranti che separa i due Paesi. Il Papa si è soffermato sulle sofferenze che i migranti devono affrontare nel percorso verso la speranza di una vita migliore, un percorso pieno di terribile ingiustizia – ha detto – di schiavitù, rapimenti, estorsioni. “Molti dei nostri fratelli sono oggetto del business del traffico di esseri umani. Non possiamo negare una crisi umanitaria che negli ultimi anni ha visto la migrazione di milioni di persone”, ha insistito il pontefice che ha chiesto a Dio il “dono della conversione, il dono delle lacrime”. La frontiera messicana è stata l'ultima tappa del viaggio di Bergoglio nel Paese, prima di ripartire verso il Vaticano

LaPresse
Il Papa alla frontiera messicana: "Mai più morte e sfruttamento"
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