
Andrius e Doran, due grandi bianchi altoatesini
Due nuove uscite di Andriano, una cantina cooperativa a Nord di Bolzano, sulla “rive droite” dell’Adige. Il primo è un Sauvignon in purezza che nell’annata 2023 mostra armonia ed equilibrio. Il secondo è uno Chardonnay che fa dodici mesi di tonneaux
Diciotto-sessantuno, una cantina con cucina fusion
Il nuovo locale aperto da Luca Pedinotti in zona Susa a Milano mette il cibo e il vino allo stesso livello. La bottiglieria è promettente ma ancora in costruzione, il cibo invece ha già una sua precisa identità e unisce ispirazioni e tecniche giapponese a ingredienti italiani: come nel Gyoza con battuta di vitello e negli uramaki fusion. Ma il piatto della serata è stato un sorprendente gazpacho
Pizze, il Gambero Rosso premia ancora Pepe
Presentata l’edizione 2025 della guida Pizzerie d’Italia, che recensisce le migliori 750 insegne di tutta Italia. Sono 96 quelle insignite del massimo punteggio, i Tre Spicchi, e tra esse il massimo punteggio è per Pepe in Grani a Caiazzo. E tra le pizze al trancio trionfa ancora Pizzarium di Gabriele Bonci. Maestri dell’impasto sono stati riconosciuti Simone Padoan e Giancarlo Casa
Quintodecimo, il sogno di Luigi Moio
Il grande tecnico del vino dal 2001 possiede una azienda vitivinicola in Irpinia dove produce tre etichette di rosso, tutti “cru” a base Aglianico, e tre di bianco nelle tre differenti tipologie del territorio (Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Falanghina). E poi il Grand Cru rosso e la Grand Cuvée bianca, due assoluto campioni dell’enologia non solo campana
I migliori bar d’Italia secondo il Gambero Rosso
Presentata nei giorni scorsi a Milano l’edizione 2025 della guida dedicata a un locale simbolo dell’identità italiana. Recensite 1110 insegne, sono 48 i bar che ottengono il massimo punteggio (tre chicchi e tre tazzine) e dodici sono in Lombardia
C’è del buono nel parco di Monza
Il Saint Georges Premier si propone come una villeggiatura gastronomica a pochi chilometri da Milano. Un luogo affascinante e borghese con la consulenza in cucina dell’ex stellato Roberto Conti, che con l’aiuto dell’executive chef Davide Marcelli propone un menu elegante che non disdegna la tradizione (come nel Risotto allo Champagne) ma la rende più contemporanea
Waby, a tavola con il Sake
Il bel ristorante di Matteo Zhu in zona Porta Nuova propone per tutto il mese di ottobre tre piatti in abbinamento ad altrettante etichette del distillato giapponese a base di riso. Un’ulteriore occasione per visitare questo locale che punta forte su ingredienti freschi e di qualità e su piatti sia classici sia creativi
Pol Roger, 175 anni di grande Champagne
La maison di Épernay, una delle poche ancora nelle mani della famiglia del fondatore, è tra le più blasonate della regione, nonché la preferita di Sir Winston Churchill, a cui ha dedicato una cuvée. I suoi vini sono lungamente affinati e quindi maturi e profondi. Ho assaggiato con Bastien Collard il Brut Réserve, il Pure Extra Brut e il Blanc de Blancs 2015. Ecco com’è andata
Fourghetti diventa milanese (per fortuna)
Il locale dell’imprenditrice meneghina Silvia Belluzzi lascia il capoluogo emiliano e si trasferisce sul Naviglio Pavese, in via Ascanio Sforza. In cucina c’è il romagnolo Giuseppe Gasperoni, che già conquistò la stella all’Osteria del Povero Diavolo a Torriana. Tre menu di uguale formato e uguale prezzo (Terra, Mare e Vegetariano) e piatti colorati, saporiti e molto centrati. Se ne parlerà molto
I grandi chef per la ricerca contro il cancro
Giovedì 10 da Eataly Milano Smeraldo una cena per raccogliere fondi per la Fondazione Umberto Veronesi ETS a sostegno della ricerca sulla medicina personalizzata per la cura del tumore al seno. Cucineranno Cracco, i fratelli Cerea, Viviana Varese, Negrini e Pisani del Luogo di Aimo e Nadia e il pasticciere Marco Pedron. E il negozio presenterà la nuova veste
Ômina Romana, l’invenzione del Super-Roman
Un’azienda nell’agro velletrano sta riscrivendo la storia dell’enologia capitolina. Fondata dall’imprenditore tedesco Anton Börner e oggi condotta dalla figlia Katharina, utilizza per lo più vitigni internazionali che valorizza con uno studio accurato del terroir e con grande pazienza nel lavoro in cantina. Notevoli in particolare il Cabernet Franc Ars Magna e il blend rosso Ceres Anesidora I
Paternollo, un milanese a Milano
Lo chef di Pellico 3, all’interno del Park Hyatt, è un raro caso di “enfant du pays” impegnato in una cucina fine dining nel capoluogo meneghino. Ex ingegnere, la sua filosofia privilegia la stagionalità, la misura, l’eleganza, come evidenzia la Foglia di shiso in tempura, il Tortello di ricotta di pecora e ‘nduja e il doppio servizio dell’agnello
Arva, il cuore di Venezia
Il ristorante dell’Aman Venice, bellissimo albergo che costituisce un’isola di pace a due passi dal Ponte di Rialto, propone la cucina di Matteo Panfilio, che punta sugli ingredienti del territorio (i pesci della laguna, le verdure degli orti locali) messi al servizio di un menu italiano in purezza, che adotta i codici del fine dining ma non rinuncia alla pienezza del sapore
Eolia, i profumi di Salina
Il piccolo progetto enologico portato avanti da Natascia Santandrea e da Luca Caruso (direttore del Signum), toscana lei e “autoctono” lui, propone quattro etichette estremamente interessanti: i bianchi a base di Malvasia delle Lipari V e M, espressione di vigne di diversi terroir dell’isola, il rosso a base di Corinto Nero e un rosato a base di Nero d’Avola
Horto cambia lo chef, non la filosofia
Il ristorante stellato in Cordusio, che ha Norbert Niederkofler come direttore strategico della cucina e come ispiratore, annuncia l’addio a fine anno all’executive chef Alberto Toè. Il suo sostituto continuerà nell’opera di portare in centro a Milano una cucina sostenibile, stagionale, consapevole. E l’ultima mia visita ha confermato la bontà del progetto


























