Influencer, icona fashion, sempre impegnata in iniziative filantropiche, sofisticata, ma attenta a rispettare la tradizione, la sheika Moza bint Nasser del Qatar (67 anni), vedova dello sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani e madre dell’attuale sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, è uno dei personaggi più in vista e interessanti del mondo royal arabo-islamico. La sua immagine è ben definita e molto riconoscibile, poiché coniuga intelligenza, impegno, dovere e un notevole senso per gli affari: la sheikha indossa stupendi abiti delle maison più celebri, da Valentino a Dior, rigorosamente modellati sulle norme dello stile islamico e ha una mente brillante, proiettata sullo sviluppo economico e sociale del Qatar, di cui è diventata il simbolo più glamour.
“Un grandissimo dolore”
“Con il cuore spezzato prego Allah, l’Altissimo, di circondarlo nella sua misericordia e di concedergli un posto in Paradiso”, ha scritto la sheikha Moza bint Nasser sui social, in ricordo del marito, Hamad bin Khalifa, morto lo scorso 12 luglio a 74 anni. “Apparteniamo ad Allah e a Lui torneremo”, ha concluso, esprimendo il suo “grandissimo dolore” per la perdita. Il Qatar ha ricordato e onorato lo sheikh dedicandogli quattro giorni di lutto nazionale. Il defunto emiro salì al potere il 27 giugno 1995, ricorda il sito dell’Amiri Diwan (ovvero la sede ufficiale del governo del Qatar), dopo la deposizione di suo padre, lo sheikh Khalifa, precisa l’Independent. All’epoca il Qatar era uno Stato ai margini della politica internazionale. Lo shaikh Hamad lavorò sia sul fronte interno, sia su quello estero per renderlo un punto di riferimento, una delle colonne del mondo arabo-islamico contemporaneo.
Il padre del moderno Qatar
L’emiro divenne promotore e testimone della rapida crescita economica e sociale del Paese grazie ai proventi derivati dall’esportazione del gas naturale liquefatto, riporta il magazine Hola. Non dimentichiamo, poi, che una parte di questi guadagni, come sottolinea il Post, venne anche investita, attraverso il Qatar Investment Authority, in diverse attività, dagli hotel e dai resort di lusso in Costa Smeralda fino all’acquisto, nel 2011, della squadra di calcio del Paris Saint-Germain. Nel 2003 il Qatar approvò la Costituzione, che sanciva la separazione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Inoltre il regno dello sheikh Hamad vide la nascita di Al-Jazeera (1996), uno dei più famosi e influenti network televisivi del mondo. Negli anni il sovrano ha anche costruito una fitta rete di rapporti diplomatici, in particolare con lo storico alleato, gli Stati Uniti.
Un Paese piccolo ma forte
Il regno del defunto emiro, però, è costellato anche da punti oscuri: lo sheikh Hamad, stando a quanto riportano Il Sole 24 Ore e il Post, avrebbe appoggiato e finanziato Hamas. Avrebbe anche destinato ingenti fondi alla ricostruzione della Striscia di Gaza. Nel 2013 il sovrano decise di abdicare in favore del suo quarto figlio, Tamim bin Hamad, lasciandogli in eredità una nazione di piccole dimensioni (11.437 chilometri quadrati, puntualizza la Bbc), ma tra le più ricche e influenti del globo, con una popolazione di circa 3 milioni di persone, riporta il sito del Ministero degli Affari Esteri del Qatar.
Moza bint Nasser
La sheikha Moza bint Nasser ha avuto un ruolo ben preciso e fondamentale nell’incredibile ascesa del Qatar. Perfino le sue scelte in fatto di stile hanno contribuito a far conoscere la nazione, accrescendone il fascino all’estero. Secondo alcuni tale allure servirebbe a nascondere le numerose critiche internazionali mosse contro il Qatar per quel che concerne i diritti delle donne e degli stranieri. Moza nacque proprio in Qatar l’8 agosto 1959, ma trascorse parte della sua giovinezza in Kuwait, dove suo padre, Nasser bin Abdullah al-Misnad, era stato esiliato nel 1964, in quanto oppositore politico dell’emiro Hamad bin Ali, ricorda La Repubblica. Nasser e la sua famiglia rientrarono nel Paese nel 1977, specifica il New York Post, l’anno in cui Moza sposò l’allora principe ereditario Hamad bin Khalifa al-Thani, divenendo la seconda delle sue tre mogli. La coppia ha avuto sette figli, cinque maschi e due femmine. La sheikha frequentò la Qatar University, laureandosi in Sociologia nel 1986 e la Hamad bin Khalifa University, dove ottenne la laurea magistrale in Politiche Pubbliche nell’Islam, riporta il sito della Qatar Foundation.
“È più impegnata di me”
Nel 2018, a proposito della sheikha Moza, il sovrano Hamad rivelò al Time: “Quando dobbiamo parlare sono io che vado nel suo ufficio. Io ho tutto il tempo del mondo, è mia moglie quella sempre impegnata”. Lo sheikh aveva ragione: Moza bint Nasser dedica gran parte del suo tempo ai temi che più le stanno a cuore: i diritti di donne e dei bambini, in particolare il diritto all’istruzione. Come spiega il suo sito ufficiale, la sheikha è cofondatrice della “Qatar Foundation for Education, Science and Community Development”, organizzazione privata no profit fondata nel 1995. Grazie a questa associazione ha dato vita a uno dei suoi progetti più importanti, Education City, a Doha, che ospita università da tutto il mondo e si occupa di ricerche scientifiche e iniziative sociali ed economiche. Moza è stata anche vicepresidente del Supreme Council of Health (2009-2014) e del Supreme Education Council (2006-2012). Nel 2012 ha lanciato il progetto “Education Above All”, che sostiene donne e bambini nelle parti più povere del mondo.
“La vera sovrana del Qatar”
Nel 2008 la Sheikha Moza bint Nasser ha promosso la “Silatech Initiative”, dedicata al lavoro per i giovani del Medio Oriente e del Nord Africa. È stata nominata Alliance of Civilizations Ambassador e, nel 2016, Advocate for the Sustainable Development Goals per le Nazioni Unite. Nel 2012 è stata nominata membro del comitato direttivo per la Secretary-General’s Global Education First Initiative delle Nazioni Unite. Questa non è che una piccola parte dei progetti della sheikha. Alcuni sostengono anche che dietro la fondazione di al-Jazeera ci sarebbero proprio la sua intraprendenza e la sua grande forza di volontà. Il Guardian ha definito la sheikha Moza “il volto progressista di un regime profondamente conservatore”. Il New York Post ricorda anche che proprio per la sua indole forte e infaticabile la moglie del defunto emiro è stata spesso indicata come “il vero sovrano del Qatar”.
“Nessuna donna”
Alla domanda relativa ai suoi modelli, ai personaggi capaci di ispirarla, in un’intervista citata da Sky Tg24, la sheikha Moza rispose: “Mio padre, mio marito e il presidente egiziano Nasser”. L’intervistatore replicò: “Nessuna donna?”. La sheikha ribatté: “No, nessuna donna”.
Moda modesta, ma glamour
Moza bint Nasser è diventata una vera e propria influencer sui social grazie ai magnifici outfit che indossa e che uniscono alla perfezione l’eleganza ai dettami della moda modesta islamica. La sheikha riesce ad accostare le creazioni di grandi maison, da Gaultier e Chanel a Valentino alle regole sulla discrezione imposte dallo Stato qatariota e, in generale, dall’Islam. Per esempio la sheikha non lascia mai il capo scoperto: indossa il velo o, in alternativa, il turbante. Ed è lei a decidere cosa mettere. In un’intervista a Vogue Arabia, citata dal New York Post, ha rivelato di non avere uno stylist “perché non troverei nessuno che capisca ciò che voglio”. Ha anche aggiunto di provare da sola le combinazioni per i suoi outfit: “È il mio passatempo per la mente. Quando sono molto stanca vado nel mio guardaroba, frugo nei miei armadi e provo a mescolare le cose, a sistemarle”. SkyTg24 riporta che Stéphane Rolland, uno degli stilisti preferiti della sheikha, l’ha definita “la risposta del mondo arabo ad Ava Gardner”.
“A bassa voce”
La passione per la moda della sheikha è così grande da aver parzialmente influenzato gli affari del casato degli al-Thani: nel 2010 la famiglia reale del Qatar ha comprato i grandi magazzini Harrods per 1,7 miliardi di dollari e nel 2012 ha acquistato la maison Valentino per 857 milioni di dollari, precisa ancora il New York Post. Moza bint Nasser, però, è molto ammirata anche per il suo modo di stare tra la gente: “Oltre a essere una bella donna”, ha affermato il designer brasiliano Victor Dzenk a “O Globo Newspaper”, citato dal New York Post, “è molto calma, parla a bassa voce e sa ciò che vuole”. La scrittrice brasiliana Nelida Piñon, che invitò Moza al Brazilian Academy of Letters in Rio de Janeiro nel 2022, ha aggiunto a The Post, citato ancora dal New York Post: “[La sheikha] è molto interessata alla cultura. È una donna incantevole…molto elegante, ma con i piedi ben piantati per terra. Non immagineresti mai che una donna così importante sia tanto alla mano”.
