Il parere della criminologa Anna Vagli sull'impronta 33 al centro del delitto di Garlasco. Per la procura appartiene a Sempio
L'avvocato di Sempio non reputa valida la consulenza di parte consegnata dalla difesa di Sempio sull'impronta 33: "Mi sembra il piccolo alchimista da quel che ho sentito dire".
Quarto Grado ha mostrato immagini registrate il 16 agosto quando il dott. Ballardini eseguì l'autopsia di Chiara Poggi.
Cosa ha detto il padre di Alberto Stasi in una telefonata intercettata pochi giorni il delitto di Garlasco.
L’impronta 33 non è stata generata da una mano completamente imbrattata di sangue, bensì da una mano entrata in contatto con tracce ematiche.
I tecnici nominati dalla difesa di Alberto Stasi hanno concluso che, in base ad analisi sperimentali, nell'impronta 33 possa esserci sangue della vittima.
La presenza di un Dna ignoto sulla garza usata per il tampone orale di Chiara Poggi è attualmente al centro della disputa dialettica tra le parti.
Un medico legale, intervistato da Rete 4, non ha escluso che il Dna ignoto nella garza attualmente oggetto di incidente probatorio possa essere frutto di contaminazione.
L'incidente probatorio è stato esteso anche alle fascette para-adesive e ai fogli di acetato ma non all'impronta 33, che non esiste materialmente più.
La traccia 33 esclusa dagli esami: "C’è tempo". I legali della famiglia: "Accolte richieste di Sempio e Stasi, non le nostre"