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"La Cina è la benvenuta, ma ciò di cui abbiamo bisogno sono più investimenti diretti esteri cinesi in Europa, in alcuni settori chiave, per contribuire alla nostra crescita, per trasferire alcune tecnologie, e non solo per esportare verso l’Europa, alcuni dispositivi o prodotti che a volte non hanno gli stessi standard, o sono molto più sovvenzionati, di quelli che si producono in Europa. Non si tratta di protezionismo, si tratta semplicemente di ripristinare condizioni di parità e di proteggere il nostro settore". Lo ha detto Macron a Davos. Wef (Alexander Jakhnagiev)

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Macron a Davos: Abbiamo bisogno di più investimenti cinesi in Europa in settori chiave

"A volte l'Europa è troppo lenta, certo, e ha bisogno di essere riformata, ma è prevedibile, leale, un luogo in cui sai che le regole del gioco sono solo lo Stato di diritto. Dobbiamo correggere gli squilibri globali. Abbiamo bisogno di più crescita e più stabilità. Preferiamo il rispetto ai bulli e preferiamo lo Stato di diritto alla brutalità. Siete i benvenuti in Europa e siete più che benvenuti in Francia", lo ha detto Macron al Forum di Davos. Wef (Alexander Jakhnagiev)

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Macron a Davos: L'Europa è lenta, ma preferiamo il rispetto ai bulli

"Le potenze medie devono agire insieme perché se non siamo al tavolo, siamo nel menù. Le grandi potenze, per ora, possono permettersi di fare da sole. Hanno le dimensioni del mercato, la capacità militare e la capacità di dettare le condizioni. Le potenze medie no. Ma quando negoziamo solo bilateralmente con un egemonia, negoziamo dalla posizione di debolezza. Accettiamo ciò che viene offerto. Facciamo concorrenza tra noi per essere i più accomodanti. Questa non è sovranità. È l'esercizio della sovranità accettando la subordinazione. In un mondo di rivalità tra grandi potenze, i Paesi nel mezzo hanno una scelta. Competere tra loro per ottenere favori o combinarsi per creare un terzo percorso.". Così il Primo ministro del Canada Mark Carney, intervenendo al Forum economico mondiale di Davos Wef (Alexander Jakhnagiev)

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Premier Canada Carney a Davos: Medie potenze devono unirsi attorno al tavolo, o diventano menù

La rete di Autostrade per l’Italia diventa parte integrante dello scenario Olimpico e Paralimpico Invernale, tingendosi di tricolore. Da oggi, la stazione di pedaggio di Venezia Nord, porta d’accesso verso le sedi delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, sarà dotata di installazioni luminose permanenti ispirate al tricolore italiano. L'iniziativa, che nei prossimi giorni interesserà anche le stazioni di Belluno sulla A27, Arcoveggio sulla A13 e i principali ingressi autostradali di Milano (Sud, Est e Nord), segna l'avvio delle attività del Gruppo per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. L’obiettivo è trasformare l’infrastruttura autostradale in uno spazio di partecipazione all'evento, accogliendo atleti e visitatori diretti verso i poli di gara. L’illuminazione resterà attiva per l’intera durata della manifestazione. L’impegno della società riguarda anche l’identità visiva aziendale: i loghi ufficiali di Milano Cortina 2026 sono esposti nelle sedi del Gruppo e integrati nei touchpoint digitali, inclusi il sito istituzionale e i canali social. Aspi (Alexander Jakhnagiev)

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Milano Cortina, sui caselli di Aspi illuminazione tricolore. Per primo Venezia Nord sulla A27

"Non è un provvedimento contro la magistratura né contro qualcuno in particolare. Molti esponenti lontani dalla nostra area politica si sono infatti schierati a favore del referendum. C’è stata anche una manifestazione di sincerità da parte di un membro dell’opposizione, che ha ammesso di essere favorevole nel merito ma di votare no perché si tratta di un voto politico", lo ha detto Nordio durante l'informativa alla Camera sulla riforma della giustizia. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Nordio: Molti all'opposizione sono pro riforma Giustizia, ma votano "no" per appartenenza politica

"Qui siamo in viale Palmiro Togliatti, dove proseguono i lavori per la costruzione di una nuova tramvia. L’opera prevede la realizzazione di una nuova linea tranviaria di circa 8 chilometri, che si sviluppa lungo l’asse di viale Palmiro Togliatti, collegando la stazione della metropolitana di Ponte Mammolo, linea B, con quella di Subaugusta, linea A, percorrendo l’intero viale. La linea, nel suo percorso, interscambia con la linea C a Centocelle, con la linea ferroviaria FL2, con la Roma–Giardinetti e con numerose linee di superficie. Oltre alla sede tramviaria, si stanno realizzando tutte le opere civili connesse, gli impianti tecnologici, le sottostazioni elettriche, nonché la sistemazione superficiale dell’asse stradale. Le rotaie sono a ridotta emissione acustica e sono state adottate soluzioni costruttive volte a contenere vibrazioni e impatto ambientale.Diversi chilometri del tracciato sono già cantierizzati; i rimanenti seguono un preciso cronoprogramma che consente il completamento progressivo dell’opera, mantenendo la viabilità e i servizi esistenti. Questa Tramvia rappresenta un tassello fondamentale della strategia complessiva di potenziamento del trasporto pubblico romano e un’infrastruttura chiave per la transizione verso una mobilità più sostenibile ed efficiente. Consentirà una riduzione dei tempi di percorrenza, un aumento dell’affidabilità del servizio e una diminuzione del traffico privato e delle emissioni inquinanti. Non vediamo l’ora di completarla e di metterla a servizio dei cittadini", lo ha detto Gualtieri al cantiere della tramvia di Viale Palmiro Togliatti per un sopralluogo. Gualtieri (Alexander Jakhnagiev)

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Sopralluogo Gualtieri cantiere tramvia Viale Palmiro Togliatti: Non vediamo l'ora di completarla

" Trump pone in maniera talvolta insolita questioni reali. Fino a un anno fa nessuno si preoccupava della Groenlandia. Nel 2012 firmai a Nuuk un accordo sulle materie prime con il governo groenlandese, da vice-presidente della Commissione Ue. Ero già allora convinto dell'importanza dell'isola artica. Oggi tutti ne siamo consapevoli del peso strategico, economico, energetico del territorio e del problema di garantirne la sicurezza. Da un lato l'integrità territoriale del Regno di Danimarca va garantita, dall'altro la gestione di un problema così grande non può essere solo sulle spalle di Danimarca e Groenlandia. La Nato esiste per questo e in quell'ambito si può trovare una soluzione. Lavoriamo in questo senso, con un ruolo importante in Europa e ottimi rapporti con gli Usa". Così il Ministro degli Esteri Tajani ospite della festa del Giornale, intervistato dal Direttore Cerno. (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani: Sulla Groenlandia Trump ha posto un problema reale in modo insolito

"Avevo programmato qualche giorno di riposo a Fiuggi, da Capodanno all'Epifania. Era un impegno soprattutto con mia moglie e la mia famiglia, che in questi ultimi anni ho dovuto trascurare troppo spesso. Ma quando ho avuto notizia nella notte di Capodanno della tragedia di Crans non ho avuto dubbi. Era mio dovere essere lì, a fianco delle famiglie degli italiani devastati dal dolore, a fare il possibile per coordinare i soccorsi. E poi le altre vicende: accettare un ruolo di governo significa assumersi una grande responsabilità verso gli italiani che ci hanno dato fiducia. E questo viene prima di tutto". Così il Ministro degli Esteri Tajani ospite della festa del Giornale, intervistato dal Direttore Cerno. (Alexander Jakhnagiev)

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Crans-Montana, la commozione di Tajani: Ho parlato da padre, davanti al dolore non esistono discorsi

"Veniamo ripetutamente accusati di vler sottoporre la magistratura all'esecutivo, dall'opposizione solo una petulante litania", così il Ministro della giustizia Nordio in Aula alla Camera durante la sua informativa sulla separazione delle carriere, che ha scatenato la bagarre in Aula cn grida dai banche del Pd e il richiamo a Fornaro da parte del Presidente di turno dell'aula, Rampelli. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Nordio: "Da opposizione petulante litania su separazione carriere". Bagarre in Aula

Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere. Questa la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione. "Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza - sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia - conclude Prandini - continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea". Coldiretti (Alexander Jakhnagiev)

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Protesta Coldiretti a Strasburgo contro Mercosur, Prandini: Più controlli e stop importazioni sleali
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