Vettorello celebra Julia Roberts con un piatto
Lo chef trevigiano da sedici anni gestisce la ristorazione della Terrazza Biennale alla Mostra del cinema di Venezia e quest’anno propone tra le altre cose “Eat, Love, Julia”, un bottone di rapa rossa con baccalà mantecato, crema di piselli e menta dedicato alla grande attrice americana che sarà alla rassegna con il film After the Hunt. Le creazioni di ogni anno sono raccolte nel menu “Che cinema!”
Tommaso Canella tra i Future 40 di Wine Enthusiast: il Bellini guarda al futuro
La rivista enologica inserisce il trentenne imprenditore, terza generazione dell’omonima casa vinicola veneta, tra i giovani destinati a rivoluzionare il mondo del vino. E questo non solo grazie alla produzione classica di Prosecco, ma grazie al ready to drink a base di vino e ingredienti Dop rigorosamente made in Italy che oggi vale il 75 per cento del fatturato complessivo dell’azienda
Marinaccio scalda i motori per la stagione della consacrazione
Lo chef di origini campane della Cucina di Rho, tra le sorprese degli ultimi anni nella scena gastronomica lombarda, partecipa a due cene a quattro mani nella sua terra, a Capri e a Eboli, prima di riaprire il 7 settembre il suo locale nel centro della città fieristica, dove propone la sua cucina mediterranea ma elegante a prezzi davvero convenienti
Da Lorenzo, il giardino segreto che incanta Venezia
Aperto da un paio di mesi, il ristorante dell’NH Collection Grand Hotel Palazzo dei Dogi si trova accanto a un luogo magico nel sestiere di Cannaregio e vanta la consulenza di Paulo Airaudo, chef pluristellato italo-argentino. Che con l’aiuto del resident chef Salvatore Paladino propone una cucina molto contemporanea, in equilibro tra ispirazioni internazionali, Mediterraneo e laguna
Addio ad Ampelio Bucci, rese grande il Verdicchio
È morto a 89 anni l’imprenditore marchigiano che con la cantina Villa Bucci portò avanti una rivoluzione per il vino marchigiano e per tutti i bianchi italiani, dimostrando che potesse vivere a lungo, affinarsi e acquistare complessità con gli anni. Fu inoltre tra i primi a preferire le grandi botti di rovere di Slavonia alle barrique così di moda e non amava l’idea dei cru e della parcellizzazione dei vini









