L'intervento del direttore de il Giornale su Rete 4 che smaschera la posizione della sinistra
L'intervento del direttore de il Giornale su Rete 4 che smaschera la posizione della sinistra
(LaPresse) "Sono molto contenta di riprendere in mano la mia vita, è finito un incubo, sono stati 2 anni molto duri, avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta". Queste le prime parole di Chiara Ferragni uscendo dall'aula del Tribunale di Milano dopo la sentenza di non doversi procedere nei suoi confronti per il reato di truffa.
Il direttore del Giornale ha difeso il ruolo dei giornalisti nel raccontare la strage di giovanissimi in Svizzera la notte di Capodanno
Le immagini UGC pubblicate sui social media mostrano un edificio governativo in fiamme a Karaj, in Iran, la sera del 9 gennaio 2026. Le principali citta' iraniane sono state colpite durante la notte da nuove manifestazioni di massa che denunciavano la Repubblica islamica, mentre sabato gli attivisti hanno espresso il timore che le autorita' stessero intensificando la repressione delle manifestazioni, approfittando di un blackout di Internet. Una folla di persone cammina sull'autostrada Vakil Abad a Mashhad mentre canta in persiano "Questa e' l'ultima battaglia, Pahlavi sta tornando". Altri manifestanti, nel mentre, camminano su Pasdaran Avenue a Teheran intonando le parole: "Oh, Scia' dei fedeli, torna in Iran, quelli che indossano il turbante hanno fottuto l'Iran".
Il giornalista iraniano Niyak Ghorbani ha pubblicato su Twitter un video degli spari delle forze di sicurezza iraniane all'indirizzo di alcuni manifestanti nella città di Mashhad
I filmati UGC pubblicati sui social media mostrano una folla radunata in piazza Punak a Teheran, in Iran, che canta slogan mentre fuochi d'artificio esplodono nel cielo. Queste ultime manifestazioni si verificano nonostante il blackout di Internet a livello nazionale e la brutale repressione da parte delle autorita'.
Sui social in Iran sono circolate immagini che mostrano i manifestanti scendere nuovamente nelle strade di Teheran nonostante l'intensificarsi della repressione. Nel secondo video, i cittadini di Teheran ballano e festeggiano attorno a un falò acceso su una strada della capitale iraniana. Si sentono i manifestanti scandire “Pahlavi tornerà”, riferendosi al principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, che sta cercando di posizionarsi come protagonista nel futuro del suo Paese. Sono due settimane che nelle strade dell'Iran infiamma la protesta contro il regime.Con Internet fuori uso e le linee telefoniche interrotte, è diventato più difficile valutare le manifestazioni dall'estero. Tuttavia, secondo l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, il bilancio delle vittime delle proteste è salito ad almeno 72 morti e oltre 2.300 arrestati. La TV di Stato iraniana sta riportando le vittime delle forze di sicurezza
Il battesimo della Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena soddisfa gli organizzatori di Milano Cortina 2026 ma l'area resta un cantiere a cielo aperto in una frenetica corsa contro il tempo. Qualche problemino sulla pista di ghiaccio ma nulla di grave: un buco si è formato durante il primo giorno del test event. "Quando si tratta di ghiaccio nuovo, su cui non si è ancora pattinato, possono manifestarsi delle crepe, talvolta riconducibili anche all'azione delle macchine rasaghiaccio. In una fase iniziale è, perciò, possibile che si verifichino delle crepe", spiega Don Moffatt, il consulente per il ghiaccio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, commentando "Tuttavia, in questo caso, la qualità del ghiaccio si è rivelata buona e si è registrato solo un buco di 2 cm. L'abbiamo ripristinato immediatamente e, al termine del primo tempo, siamo intervenuti nuovamente con le macchine rasaghiaccio. All'inizio del secondo tempo, la superficie risultava già perfettamente solida. Siamo pertanto molto soddisfatti, poiché si tratta di aspetti marginali e pienamente coerenti con le normali procedure operative".
Una lettera tradotta da una venezuelana rompe il silenzio sul dramma del Paese e risponde alle critiche sull’intervento esterno. Non ideologia o petrolio, ma sopravvivenza dopo 27 anni di repressione, povertà, torture e migrazioni di massa. Per molti venezuelani, la speranza conta più della sovranità di un regime che li ha trattati da nemici.