Leggi il settimanale

Trump proroga l'ultimatum per due settimane: "Stop ai raid". Ma avverte: "Serve apertura immediata di Hormuz”. Sì anche di Teheran. Cnn: Israele è parte del cessate il fuoco

Trump concede due settimane in più all’Iran mentre la crisi nello Stretto di Hormuz resta altissima. Tra negoziati fragili, minacce reciproche e timori di escalation, la diplomazia prova a evitare il peggio

Trump proroga l'ultimatum per due settimane: "Stop ai raid". Ma avverte: "Serve apertura immediata di Hormuz”. Sì anche di Teheran. Cnn: Israele è parte del cessate il fuoco
00:00 00:00

Donald Trump ha deciso di prorogare di due settimane l’ultimatum all’Iran, allentando almeno temporaneamente la pressione su una crisi che nelle ultime ore aveva fatto temere un’imminente escalation militare.

Sullo sfondo restano i raid, le minacce reciproche, il rischio di nuovi attacchi alle infrastrutture e la paralisi dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per l’economia globale. Intanto, tra mediazioni internazionali e aperture prudenti, i negoziati restano appesi a un filo.

Cnn: Israele è parte del cessate il fuoco in Iran

Israele è parte del cessate il fuoco in Iran. Lo riporta Cnn citando un funzionario dell'amministrazione, secondo il quale Israele è d'accordo nel sospendere i bombardamenti mentre le trattative continuano

Nyt: "Teheran dice sì a proposta di tregua"

Secondo tre funzionari iraniani sentiti dal Nyt Teheran avrebbe accettato la proposta di cessate il fuoco di due settimane avanzata da Islamabad, a seguito di frenetici sforzi diplomatici da parte del Pakistan e di un intervento dell'ultimo minuto da parte della Cina che ha chiesto all'Iran di mostrare flessibilità e allentare le tensioni. Gli stessi funzionari hanno affermato che il cessate il fuoco è stato approvato dalla nuova Guida Suprema, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei.
 

Trump estende la scadenza dell'ultimatum per due settimane

Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum per l'Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth.

"Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale", afferma Trump sottolineando che "la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l'Iran, nonché la PACE in Medio Oriente".

Lo stop ai bombardamenti è "a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz". Lo afferma Donald Trump. "Sulla base delle conversazioni intrattenute con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e con il Feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan — i quali hanno richiesto che io sospendessi la forza distruttiva in fase di invio questa notte verso l'Iran — e a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz, accetto di sospendere i bombardamenti per un periodo di due settimane".

Dieci navi hanno attraversato oggi lo Stretto di Hormuz

Dieci navi hanno attraversato oggi lo Stretto di Hormuz, secondo i dati di S&P Global Market Intelligence citati dal New Yotk Times. Questa cifra non rappresenta il minimo assoluto dall'inizio della guerra. I dati mostrano infatti che, nel mese di marzo, vi sono stati diversi giorni in cui nessuna nave ha transitato attraverso lo Stretto, nel quale, prima della guerra, transitavano circa 150 navi al giorno.

Wsj: colloqui si concentrano sulla proroga della scadenza di Trump

I colloqui all'attenzione delle parti impegnate nella mediazione tra Usa e Iran si stanno ora concentrando sulla proroga della scadenza dell'ultimatum di Donald Trump, piuttosto che su un accordo. Lo riferisce il Wsj, citando funzionari Usa e arabi, con meno di quattro ore ancora a disposizione per la potenziale svolta in grado di cambiare la situazione. Donald Trump ha fissato alle 20 locali (le 2 di domani in Italia), la scadenza entro la quale Teheran avrebbe dovuto soddisfare le sue richieste di riaprire lo Stretto di Hormuz per scongiurare attacchi alle infrastrutture iraniane, tra cui centrali elettriche e ponti.

Media: "L'Iran valuta positivamente la richiesta del Pakistan"

Un alto funzionario iraniano sostiene che l'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.

Trump a conoscenza della proposta del Pakistan, risposta a breve

Donald Trump è a conoscenza della proposta del Pakistan e una "risposta sarà fornita a breve". Lo afferma la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt con Axios.

Esplosioni a Doha: "Difesa aerea in funzione contro un missile"

Esplosioni si sono udite in serata a Doha. Gli Emirati hanno chiarito che la difesa aerea era "in funzione per neutralizzare la minaccia di un missile".

P.Chigi, gli iraniani non possono pagare le colpe del regime

"L'Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz — arteria vitale per l'economia globale — fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo. Tuttavia, è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi, in cui si spiega che "il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l'evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un'ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l'intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili".

Teheran: "Pronti a tutti gli scenari"

L’Iran è pronto a "tutti gli scenari" a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum per un accordo stabilita dal presidente americano Donald Trimp. Lo ha dichiarato il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref. "La sicurezza nazionale e la sostenibilità delle infrastrutture sono oggetto dei nostri calcoli precisi. Il governo ha finalizzato in dettaglio le misure necessarie per tutti gli scenari - ha scritto Aref su X - Nessuna minaccia è al di fuori della nostra preparazione e capacità di intelligence".

Papa: "Inaccettabile la minaccia di Trump, si dialoghi e si pensi ai civili"

"Oggi, come tutti sappiamo, c'è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell'Iran. Questo veramente non è accettabile, qui ci sono questioni certamente di diritto internazionale ma molto di più. È una questione morale per il bene del popolo intero. Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente di tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti, che sarebbero anche loro vittime di questa escalation di una guerra che ha cominciato già dai giorni". Lo ha detto il Papa a Castel Gandolfo.

Teheran: "Inviato Onu in arrivo per colloqui su Stretto Hormuz"

L’Iran ha annunciato l’arrivo a Teheran di un inviato delle Nazioni Unite incaricato di contribuire alla risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz, segnalando una ripresa dell’attività diplomatica nonostante le tensioni in corso. Lo ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza l’ambasciatore iraniano all’Onu Amir-Saeed Iravani, precisando che "l’inviato personale del segretario generale è attualmente in viaggio verso Teheran per proseguire le consultazioni". Iravani - riporta Iran International - ha aggiunto che l’Iran "è pronto a impegnarsi in modo costruttivo con tutti gli sforzi diplomatici autentici" finalizzati a porre fine al conflitto e a ristabilire la stabilità nello snodo marittimo strategico.

Teheran: abbiamo ancora 15.000 missili e 45.000 droni

Una fonte iraniana del Wall Street Journal ha fatto sapere che l'intransigenza nelle ultime trattative con gli Usa condotte attraverso il Pakistan derivava dalla convinzione di avere ancora un arsenale ampio, con 15 mila missili e 45 droni.  

Axios: progressi in negoziati ma accordo improbabile entro scadenza ultimatum

Nelle ultime 24 ore si sono registrati progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma resta improbabile il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco entro la scadenza fissata da Donald Trump (le 20 ora americana, le 2 di notte in Italia). Lo riferiscono ad Axios fonti americane e israeliane. Secondo un funzionario statunitense, l’approccio della Casa Bianca sarebbe cambiato nelle ultime ore: da "possiamo trovare un accordo" a "possiamo trovarlo entro le 20?". Fonti americane riferiscono inoltre che la controproposta presentata dall’Iran il giorno precedente, "pur non essendo quello che volevamo, era molto migliore di quanto ci aspettassimo". Da quel momento, aggiungono le stesse fonti, i mediatori hanno avviato un lavoro di revisione e correzione del documento insieme alla parte iraniana.

Nyt, rilasciata Shelly Kittleson in cambio di alcuni miliziani

La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena e Kaitab Hezbollah. Kittleson è stata rilasciata "in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche" del premier iracheno, ha detto Kaitab Hezbollabh in una nota, sottolineando che Kittleson deve lasciare immediatamente l'Iraq. Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Kaitab Hezbollah, secondo quanto riferito da due funzionari iracheni.

Kataib Hezbollah, rilasceremo la giornalista Shelly Kittleson

La milizia irachena Kataib Hezbollah, sostenuta dall’Iran, ha annunciato che rilascerà la giornalista americana Shelly Kittleson, rapita lo scorso 31 marzo a Baghdad. Il gruppo ha affermato che la decisione è stata presa “in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche del primo ministro uscente” Mohammed Shia al-Sudani, senza fornire ulteriori dettagli e ha aggiunto che “questa iniziativa non sarà ripetuta in futuro”.

Casa Bianca: "Solo Trump conosce proprie intenzioni"

"Il regime iraniano ha tempo fino alle 20 (le 2 di notte italiane) per cogliere l'occasione e raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. Solo il presidente sa come stanno le cose e cosa intenda fare". Lo ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo alle notizie secondo cui Teheran avrebbe interrotto i contatti diretti con gli Stati Uniti.

Cina e Russia bloccano la risoluzione all'Onu sulla sicurezza di Hormuz

Russia e Cina hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione in Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Bahrein sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, due no e due astensioni. Il testo annacquato chiedeva lo sblocco della cruciale rotta marittima: un esito ben lontano dall'obiettivo iniziale dei paesi del Golfo promotori, che miravano a ottenere l'autorizzazione per liberare lo Stretto con la forza. La bozza finale non menzionava più l'autorizzazione all'uso della forza, nemmeno a scopo difensivo.

Tehran Times: "Canali comunicazione con Usa non sono chiusi"

"I canali diplomatici e di colloqui indiretti con gli Stati Uniti non sono chiusi". E' quanto si legge sull'account X del Tehran Times, dopo che lo stesso giornale qualche ora fa aveva dato notizia della chiusura di tutti i canali di comunicazione tra Washington e Teheran.

Media: catene umane attorno a ponti e infrastrutture energetiche

In Iran si stanno moltiplicando le manifestazioni di sostegno simbolico della popolazione ai ponti e alle infrastrutture energetiche del Paese, mentre si avvicina la scadenza delle 2 di notte italiane fissata dal presidente americano Donald Trump per un possibile accordo con Teheran. Sui media statali iraniani stanno circolando immagini di gruppi di cittadini che hanno formato catene umane attorno a ponti e centrali elettriche. Le autorità iraniane hanno chiamato a raccolta "giovani, atleti, artisti, studenti e professori universitari", definiti "patrimonio essenziale" del Paese, e secondo quanto riportato migliaia di persone avrebbero aderito all’appello. Accanto alle catene umane si sono svolte anche manifestazioni con bandiere della Repubblica islamica e cartelli e slogan contro Stati Uniti e Israele.

Casa Bianca nega di considerare l'uso dell'arma nucleare in Iran

La Casa Bianca nega di prendere in considerazione l'uso di armi nucleari in Iran.

Pentagono individua siti duali militari e civili per superare possibilità crimini guerra


Il Pentagono ha esteso l'elenco delle infrastrutture dell'energia da colpire in Iran se Teheran non accetterà l'ultimatum di Donald Trump in scadenza alle otto di questa sera (le due di notte in Italia) per includere in particolare siti duali a uso dei civili ma anche dei militari, in modo da superare la possibilità di commettere crimini di guerra evidenziata dal coro di critiche che, non solo a Teheran ma anche in Europa, ha fatto seguito al post di sabato del Presidente, con la minaccia di colpire obiettivi civili, minaccia ribadita ieri, quando Trump ha parlato della distruzione di ogni ponte e ogni impianto energetico in Iran. Due diverse fonti citate dal sito di notizie Politico rivelano che i pianificatori militari americani stanno rivedendo l'elenco in modo da rendere legittima la scelta degli obiettivi. La nuova opzione, che è la strada scelta anche da Israele, può fornire alla Casa Bianca l'escamotage per superare il momento critico della guerra, dopo cinque settimane di raid e il regime a Teheran ancora in piedi, sottolineando le fonti. Anche se non tutti al Pentagono sono d'accordo. Alcuni contestano l'idea che un impianto di desalinizzazione dell'acqua possa, per esempio, essere considerato come obiettivo militare dal momento che anche i militari devono bere acqua per idratarsi. "Sapete che cosa è davvero un crimine di guerra? Possedere l'arma nucleare. Consentire a un Paese tossico, con una leadership demente di avere l'arma nucleare. Questo è un crimine di guerra", ha detto ieri Trump a un evento pasquale alla Casa Bianca.

Altre agenzie

Iran, media: Stop a tutti i canali di contatto con Usa

"L'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti". E' quanto si legge in un post su X del Tehran Times, secondo cui "sono stati sospesi tutti gli scambi di messaggi".

Media Usa: "Più di 50 obiettivi colpiti sull'isola di Kharg"

Gli Stati Uniti hanno colpito nelle ultime ore più di 50 obiettivi sull'isola di Kharg, importante hub iraniano per l'esportazione del petrolio. E' quanto ha reso noto un ufficiale Usa citato dal Wall Street Journal. Due fonti del giornale hanno ripetuto che non sono state prese di mira infrastrutture petrolifere, ma solo "obiettivi militari". Versione identica a quella fornita dal vicepresidente JD Vance e da un funzionario della Casa Bianca citato dal New York Times.

Trump: "Intera civiltà morirà stanotte, ma qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario può accadere"

 "Un'intera civiltà morirà questa notte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà". Lo scrive in un post su Truth social Donald Trump, a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum all'Iran (alle 2 di notte ora italiana, ndr), salvo poi agigungere: "Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di meravigliosamente rivoluzionario può accadere, chi lo sa?". "Lo scopriremo questa notte, uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo - conclude il presidente americano - 47 anni di estorsione, corruzione e morte, finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo dell'Iran!".

I Pasdaran: "Il periodo della moderazione è finito"

I Pasdaran hanno avvisato i Paesi vicini che  "il periodo della moderazione è finito" e colpiranno le infrastrutture degli Usa e dei suoi alleati per distruggere le forniture di olio e gas dell'area per anni

Raid Usa-Israele a Qom e Kharg, distrutti ponti e ferrovie

Le Forze di Difesa Israeliane hanno completato una "vasta" ondata di attacchi contro decine di infrastrutture del regime degli ayatollah in tutto l'Iran. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf, riporta Ynet.  Gli obiettivi sono stati quasi esclusivamente infrastrutture civili, ferrovie, ponti, strade e autostrade: quel tipo di attacchi che il diritto internazionale inserisce tra i "crimini di guerra" e che Onu e Ue avevano chiesto, anche oggi, di non attaccare o distruggere per salvaguardare i civili, la loro vita e le loro risorse e non violare le norme internazionali. Appelli inascoltati.

Teheran: "Giovani formino catene umane attorno a centrali elettriche"

 Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane, oggi alle 14, intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi minacciati da Trump. La notizia è riportata dai media internazionali. "Invito tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti, gli universitari e i professori - ha affermato Alireza Rahimi, identificato dalla tv di Stato come segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e degli Adolescenti - intorno alle centrali, nostro patrimonio nazionale e nostro capitale, a prescindere da qualsiasi opinione politica, in quanto appartengono al futuro dell'Iran e alla gioventù iraniana".

Pezeshkian: "Oltre 14 milioni pronti a combattere, anche io pronto al sacrificio"

 "Oltre 14 milioni di fieri iraniani hanno dichiarato, fino a questo momento, la loro disponibilità a sacrificare la propria vita in difesa dell'Iran" e a combattere nella guerra lanciata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele. Lo ha scritto in un post su 'X' il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, affermando che "anch'io sono stato, sono e sarò pronto a sacrificarmi per l'Iran"

Ong, quasi 3.600 morti da inizio guerra tra cui 1.665 civili e 248 minori

Quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran dall'inizio della guerra lo scorso 28 febbraio, tra cui almeno 1.665 civili. Lo riporta l'Hrana, ong in difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti che si occupa di monitorare abusi in Iran. Tra le vittime, almeno 248 erano bambini, ha affermato l'ong fondata da attivisti iraniani. Almeno 49 civili sono stati uccisi e altri 58 feriti ieri, secondo l'ong, che ha registrato 573 attacchi in 20 province in 24 ore, il numero di attacchi più alto registrato negli ultimi dieci giorni.

Media Usa, Trump potrebbe estendere ultimatum se progressi nei negoziati

 Il presidente americano Donald Trump potrebbe "estendere" l'ultimatum all'Iran qualora vedesse che "si sta avvicinando un accordo" ma "solo lui e nessun altro" prenderà eventualmente questa decisione. Lo ha affermato un funzionario dell'amministrazione americana ad Axios. Un secondo funzionario invece ha detto di essere "scettico" riguardo a una possibile proroga questa volta.

Idf agli iraniani: "Oggi non prendete treno, ne va delle vostre vite"

L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi e fino alle 21 ora iraniana (le 18,30 ora italiana, ndr) perché ciò "mette in pericolo le vostre vite". "Avviso urgente per gli utenti e i passeggeri dei treni in Iran - si legge sul canale X in lingua farsi dell'Idf - Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi preghiamo gentilmente di astenervi dall'utilizzare e viaggiare in treno in tutto l'Iran da ora fino alle ore 21:00 (ora iraniana). La vostra presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie mette in pericolo le vostre vite".

Sinagoga a Teheran distrutta da attacchi Usa-Israele

Una sinagoga nel centro di Teheran è stata completamente distrutta nel corso di un attacco degli Stati Uniti e di Israele.

Media Usa, oltre 370 militari statunitensi rimasti feriti

Oltre 370 militari statunitensi sono rimasti feriti dall’inizio dell’operazione contro l’Iran denominata Epic Fury.Lo riferisce Cbs News citando un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti.Secondo l’emittente, circa 330 militari sono già tornati in servizio, mentre cinque risultano gravemente feriti. I nuovi dati aggiornano il bilancio diffuso il 4 aprile dal Pentagono, che parlava di 365 feriti e 13 militari statunitensi morti dall’inizio dell’operazione, di cui sei in Kuwait e uno in Arabia Saudita. Cbs News ha inoltre riferito che altri 15 militari americani sono rimasti feriti ieri sera in un attacco di droni iraniani contro la base aerea di Ali al-Salem in Kuwait. La maggior parte di loro sarebbe già rientrata in servizio, secondo fonti citate dall’emittente.Il capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Dan Kane, ha spiegato che la maggior parte delle ferite tra i militari statunitensi è stata causata da attacchi con droni iraniani.

Mojtaba Khamenei ricoverato a Qom in gravi condizioni

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sarebbe in stato di incoscienza e al momento starebbe ricevendo cure mediche nella città di Qom.  È il contenuto di un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportate dalla testata israeliana Ynet. Secondo lo stesso documento, Khamenei sarebbe privo di sensi e "in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime". Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano a conoscenza da tempo della posizione di Khamenei Jr. 

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica