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Sotto una fitta pioggia è partito a Torino da piazza XIII Dicembre il corteo regionale pro Palestina e contro il conflitto in Iran a cui partecipano alcune centinaia di manifestanti. In testa lo striscione con la scritta che recita 'Criminale è chi sostiene il genocidio. Contro Usa e Israele Free Palestine Free Iran'. "Il regime israeliano e gli Usa vogliono annientare la Palestina definitivamente - al microfono - contando sull'amnesia collettiva". "Saremo sempre contro le guerre imperialiste - hanno affermato i manifestanti - noi abbiamo imparato dai palestinesi cosa vuole dire resistere e lottare per un mondo giusto". "Solo il popolo - hanno aggiunto - può salvare il popolo, solo noi possiamo salvarlo da questa guerra che abbiamo il dovere di fermare. Il nostro governo fa soldi su distruzione e morte, vogliamo che impedisca che vengano utilizzate le basi militari sul nostro territorio, vogliamo che si interrompano i rapporti con Israele, che fermi la produzione di armi nel nostro Paese. Basta a questa complicità che ci sta portando nel baratro". In piazza, nella manifestazione organizzata da varie sigle a partire da Torino per Gaza, molte bandiere palestinesi ma anche di Rifondazione Comunista dei sindacati di base, e di altre organizzazioni. Il corteo attraverserà il centro del capoluogo piemontese fino ad arrivare in piazza Vittorio Veneto.

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Torino, pro Pal in piazza contro la guerra in Iran

In un video diffuso su X il gruppo denominato "Movimento islamico dei compagni della destra" ha rivendicato un attacco contro una scuola ebraica di Amsterdam

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Il video dell'attentato ad Amsterdam

Si è tenuto oggi un flashmob a sostegno del Sì al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026, organizzato da Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, nel cortile ovale (Agora Bronislaw Geremek) all'interno della torre circolare dell'edificio Louise Weiss dell’Eurocamera. Gli eurodeputati di FdI-Ecr hanno tenuto un flashmob, formando un grande “Si” umano e alzando cartelli con la scritta “Si, Riforma”.Per il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza: “Il Sì alla riforma della giustizia ci allinea all’Europa. Sono infatti ben 25 su 27 gli Stati membri dell’Ue in cui vige la separazione delle carriere ed è tempo di colmare questo divario antistorico. Così come la terzietà e l’imparzialità del giudice è un principio sancito dai trattati Ue che in Italia può essere realizzato pienamente soltanto con la riforma”. “Il referendum rappresenta un’occasione che non avremmo più per generazioni”. Così dichiara il copresidente del gruppo Ecr a Bruxelles Nicola Procaccini. “Quella di liberare la magistratura dalle correnti politiche. L’occasione di avere quella separazione dei ruoli tra chi accusa e chi giudica, che è la normalità di pressoché tutte le democrazie europee ed occidentali”.

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FdI-Ecr, a Strasburgo un flashmob a sostegno del SÌ al referendum
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