Capitalismo, sostenibilità ed etica al centro dell’evento "La Terra non è Gratis" de IlGiornale a Milano
Oggi a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, si è tenuto l'evento "La Terra non è Gratis" organizzato dal Giornale per discutere del rapporto tra imprese, etica e sostenibilità. In un contesto globale in continua trasformazione, le aziende sono chiamate a ripensare il proprio ruolo anche in termini ambientali, economici e culturali. Tra i temi affrontati la transizione energetica come leva di crescita, l’importanza strategica delle terre rare e il futuro dell’alimentazione sostenibile. Ad aprire l'evento il direttore Alessandro Sallusti, a seguire il panel condotto dalla giornalista Hoara Borselli che ha visto la partecipazione di Andrea Porchera (Responsabile comunicazione Renexia), Cesare Trippella (Head of Leaf Eu Philip Morris Italia) e Filippo Rodriguez (Head of Macro Area Nord Enel). Il focus si è poi spostato sulle terre rare di cui ha parlato Simona Benedettini (Ceo & Founder di Race Consulting), intervistata dal giornalista Vittorio Macioce. A chiudere l’incontro è stato lo chef Davide Oldani, che ha parlato del cambiamento delle abitudini alimentari e dell’impatto culturale dei nuovi cibi, come la carne coltivata e gli insetti. L’evento, aperto al pubblico, ha visto la partecipazione di esperti del mondo imprenditoriale, accademico e scientifico
Siamo il cibo che mangiamo? Lo chef Davide Oldani all'evento del Giornale
Durante l’incontro "La Terra non è Gratis", organizzato dal Giornale a Palazzo Mezzanotte a Milano, lo chef Davide Oldani ha raccontato a Marco Lombardo la sua visione del cibo come elemento culturale accessibile a tutti. "All’inizio, a San Pietro all’Olmo, erano diffidenti, pensavano che un ristorante stellato non fosse per loro. Ma la cucina è per tutti: diffidate da chi dice di capirne più di voi". Con il suo ristorante D’O e la scuola alberghiera “Olmo di Cornaredo”, Oldani ha creato un vero e proprio “villaggio del cibo”, dove qualità, stagionalità e attenzione ai dettagli si fondono con l’idea di una cucina etica e sostenibile. "Non sono un imprenditore, ma un artigiano intraprendente", ha spiegato. Tra i suoi riferimenti Gualtiero Marchesi: "Ci ha insegnato che la cucina si può spiegare a tutti. Oggi la comunicazione è fondamentale, ma serve consapevolezza anche sul fronte degli sprechi e delle scelte alimentari". Sul cibo del futuro resta aperto, ma prudente: "Cavallette? Non sono pronto. Il palato ha bisogno di tempo, come la cultura".










