Il rilascio è avvenuto in Egitto. Shalit è stato accompagnato dai militanti di Hamas. E' stato riconosciuto da un mediatore israeliano. Dopo le visite è partito per far ritorno nel suo Paese. Ora è polemica per il rilascio dei detenuti palestinesi in cambio del militare israeliano
Israele
Contro Netanyahu lotta dura ma mai fango. Bersani, Fini e Casini avrebbero da imparare. Certi politici hanno perso i valori fondanti della convivenza
Dopo cinque anni di odissea, la liberazione di Ghilad Shalit, il militare israeliano prigioniero dal 2006 nella Striscia di Gaza sotto il controllo degli islamico-radicali palestinesi di Hamas è a un passo. In cambio, verranno fatti uscire di prigione circa un migliaio di detenuti palestinesi
Dalla "primavera araba" emerge un blocco islamico e nazionalista che odia Israele. E la fretta di Abu Mazen non promette nulla di buono
Il presidente dell'Anp ha consegnato nelle mani del segretario Ban Ki-moon la richiesta del riconoscimento ufficiale dello stato palestinese alle Nazioni Unite. Parlando all'assemblea generale ha attaccato Gerusalemme: "La sua politica colonialista e di occupazione militare contro di noi viola i diritti umani e blocca il processo di pace". La replica di Netanyahu
Obama incontra Abu Mazen e gioca la carta diplomatica. "La pace non si otterrà per delibere", ha commentato il presidente Usa. Ma Abu Mazen non ci sta e continua per la sua strada
Il presidente degli Stati Uniti all'assemblea generale dell'Onu: "La pace non si otterrà attraverso dichiarazioni e risoluzioni"
Sarebbero sei o sette i paesi membri favorevoli alla mozione palestinese per l'ottenimento di un seggio al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Perché la mozione passi servono 9 voti, ma gli Usa promettono di utilizzare il diritto di veto
Il presidente Anp: "Vogliamo delegittimare l’occupazione, non lo Stato di Israele". Contrari Netanyahu, Usa e Hamas. L'Ue "prende atto" dell'iniziativa
Continua la guerra di nervi fra Ankara e Tel Aviv. La Turchia avrebbe modificato il suo assetto radar: sui caccia gli obiettivi israeliani sarebbero ora considerati "nemici"