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Milano

Angelo Moratti racconta a Hoara Borselli la crisi del mercato e tutto ciò che è successo dopo il crollo delle Torri Gemelle. "Ho imparato la lezione più grande della mia vita. I banchieri che prima cercavano di diventare miei amici si distaziavano; gli amici di mio padre mi guardavano e dicevano "Un disastro", gli avvocati non volevano difendere la società. In quel momento devi avere la forza necessaria per prendere decisioni dure e sopravvivere".

Hoara Borselli
Angelo Moratti, la crisi di mercato e quella forza "necessaria per prendere decisioni dure e sopravvivere"

Tutto è cambiato. Angelo Moratti racconta a Hoara Borselli la nuova visione dell'imprenditore americano: "Mi chiedono di trovare un appartamento a Milano e sperano di poter fondare la prossima start up in Italia". Moratti sottolinea che non è solo una "questione di tasse" ma anche di "un ecosistema florido che permette all'imprenditore straniero di portare creatività e talento".

Hoara Borselli
Dalla Silicon Valley a Milano: Angelo Moratti racconta la nuova visione dell'imprenditore americano

Dal sogno americano a quello italiano. Angelo Moratti racconta a Hoara Borselli perché il trend si è invertito: "I figli dei miei amici italiani mi chiedono di aiutarli ad accedere alle nostre università. Non solo per il valore degli atenei italiani, ma anche per la qualità della vita in Italia".

Hoara Borselli
Angelo Moratti: "Università americane? Ora tutti cercano quelle italiane"

Il corteo con circa 10 mila persone è partito da corso Buenos Aires e adesso sta procedendo lungo via Castel Morrone. “Palestina libera” è il coro intonato dai manifestanti. “Palestina è immortale, Israele criminale”. Ancora: "Giù le mani dai bambini"

Manuela Messina
Milano, 30mila in piazza per la Flotilla

Ogni tanto, nel nostro Paese, riaffiora un "giudice a Berlino". Questa volta lo si è intravisto nella pronuncia del Tribunale del Riesame di Milano che ha demolito l’impianto accusatorio costruito dalla procura milanese. Un impianto che, sulla base di intercettazioni parziali ha tenuto agli arresti domiciliari, o addirittura in carcere, i protagonisti di quello che era stato definito un "sistema corrotto" dietro lo skyline del capoluogo lombardo. Solo una voce si è levata a difesa del percorso intrapreso da Milano: quella di Roberto Vecchioni.

Giovanni Toti
Il professore, i giudici e il garantismo inatteso
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