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A Caivano una vera pizza napoletana e low carb

Si chiama Meeto Pizza & Co e propone un prodotto con meno di 3 grammi di carboidrati per base. “Tutto è nato per noi, che eravamo a dieta e non volevamo rinunciare, da bravi campani, al piacere di una buona pizza”, racconta Giovanna Vinozzi, proprietaria del locale insieme al cognato Ugo Michele Bervicato. La base viene sviluppata con il supporto del tecnologo alimentare Luigi Panico

A Caivano una vera pizza napoletana e low carb

C’è una pizzeria a Caivano che prova a sottrarsi alla geografia della cronaca nera e a costruirsi un’identità diversa. Si chiama Meeto Pizza & Co e, almeno nelle intenzioni dei proprietari, vuole essere un luogo di incontro prima ancora che un locale dove mangiare. Un’operazione che passa attraverso la pizza, certo, ma anche attraverso un’idea di inclusione alimentare che oggi intercetta un pubblico sempre più ampio.

L’elemento che ha attirato l’attenzione è la pizza low carb: meno di tre grammi di carboidrati per base, pensata inizialmente quasi come una necessità privata e diventata poi il centro di un progetto commerciale più strutturato. Alla base c’è una storia abbastanza semplice: la proprietà seguiva un regime alimentare privo di carboidrati e non voleva rinunciare alla pizza. Da qui sono iniziati gli esperimenti, prima domestici e poi sempre più tecnici, fino ad arrivare a un prodotto che oggi guarda al mercato della dieta chetogenica, del fitness e, più in generale, a chi cerca alternative alimentari senza trasformare la cena in una punizione.

“Tutto è nato per noi, che eravamo a dieta e non volevamo rinunciare, da bravi campani, al piacere di una buona pizza”, racconta Giovanna Vinozzi, proprietaria del locale insieme al cognato Ugo Michele Bervicato. “Oggi siamo diventati un punto di ritrovo per tutti nel nostro paese e ne siamo davvero felici”. Anche il nome, Meeto, gioca su questo doppio registro: da una parte il verbo inglese “to meet”, incontrarsi; dall’altra quel suono che, pronunciato con inflessione napoletana, richiama il “mito” della città e della sua iconografia più classica, da San Gennaro in giù.

Il locale nasce nell’agosto del 2021. Nessuna tradizione familiare nella ristorazione, ma un passato imprenditoriale nel settore moda e una certa ostinazione nel voler cambiare mestiere. Tra il 2019 e il 2021 Bervicato frequenta corsi e lavora in diverse pizzerie del territorio per costruirsi una formazione tecnica credibile. L’obiettivo, da subito, è collocarsi su una fascia qualitativa alta. Nei primi tempi il menu viene curato dallo chef stellato Giovanni De Vivo e nel 2022 arrivano anche i 2 Spicchi della guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso.

La fase successiva coincide con l’arrivo del pizzaiolo Alberto De Paolo, entrato nel progetto nel settembre 2025 dopo esperienze tra Italia e Francia, compresa la boulangerie parigina The French Bastards e la collaborazione con il panificatore Ezio Marinato. È soprattutto sul piano tecnico che il locale prova a fare il salto: impasti più evoluti, maggiore attenzione alle fermentazioni e un lavoro specifico sulla linea low carb.

La base della pizza a basso contenuto di carboidrati viene sviluppata con il supporto del tecnologo alimentare Luigi Panico. Il risultato è un impasto ad alta idratazione, lavorato con metodo indiretto e biga di 18 ore, senza olio, costruito su un blend di amidi, proteine di avena e frumento, fibre strutturate e lievito madre disattivato. Un linguaggio molto tecnico che, tradotto in termini più semplici, significa cercare di conservare consistenza e piacevolezza della pizza tradizionale riducendo al minimo l’impatto dei carboidrati.

Attorno a questa proposta ruota oggi gran parte del nuovo corso di Meeto Pizza & Co. Dal menu, in uscita a fine maggio, emergono infatti due anime: quella tradizionale, con impasti realizzati usando farine Petra, e quella alternativa, che comprende pizze, padellini, bun e altri prodotti low carb. In mezzo ci sono materie prime selezionate — dal pomodoro Casa Marrazzo all’olio Muraglia — e una carta beverage che prova a tenere insieme vino, birra artigianale e cocktail.

Il locale, arredato con toni scuri e linee contemporanee, dispone di circa novanta coperti complessivi tra interno ed esterno. La posizione, sul corso principale di Caivano e vicino alla variante autostradale, punta anche a intercettare un pubblico di passaggio.

Nel frattempo si lavora già a un laboratorio dedicato alla produzione su scala e all’export. Perché la pizza senza carboidrati, fino a qualche anno fa, sembrava poco più di una provocazione. Oggi, almeno a Caivano, è diventata un modello di business.

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