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Stati Uniti d'America

Charlie Kirk aveva anche delle opinioni non condivisibili, ma è stato ucciso per le sue idee, e questo è inaccettabile. Così come è inaccettabile che da sinistra non arrivino parole di solidarietà ma anzi di giustificazione per l'odio.

Francesco Maria Del Vigo
M.A.R.C. - La sinistra che giustifica l'odio su Kirk

Dal campus universitario al dibattito pubblico italiano: la morte di Charlie Kirk è il sintomo estremo di un clima che da anni trasforma il confronto in odio e l’avversario in bersaglio. Un terreno avvelenato da parole che non restano parole, da simboli che diventano minacce, da un racconto culturale che legittima l’esclusione di chi non si allinea. In questa puntata di M.A.R.C. Francesco Maria Del Vigo ripercorre la vicenda di Kirk, analizza le reazioni arrivate anche in Italia e mostra come l’arroganza morale possa diventare complicità con la violenza. Non solo cronaca, ma la fotografia di un mondo che si illude di difendere la libertà mentre ne scava la fossa.

Francesco Maria Del Vigo
M.A.R.C. - Gli assassini di libertà

In queste ore le strade di Londra si sono riempite di migliaia di manifestanti per il più grande raduno dell’estrema destra britannica degli ultimi decenni. La marcia, ribattezzata “Unite the Kingdom”, è stata presentata da Robinson come un festival della libertà di espressione e della difesa dell’identità britannica. Sventolando bandiere di San Giorgio e Union Jack, i partecipanti hanno scandito slogan come “we want our country back” e “whose street? our street”.

Francesca Salvatore
100mila in piazza a Londra in memoria di Charlie Kirk

L'Fbi ha rilasciato un nuovo video dell'assassino di Charlie Kirk, la cui identità è ancora ignota. Nel filmato, si vede l'uomo saltare giù dal tetto di uno degli edifici del campus universitario dove si è consumato il delitto e allontanarsi correndo verso una strada. Le indagini sono ancora in corso

Redazione web
L'Fbi diffonde un nuovo video dell'assassino di Charlie Kirk

Cosa succede davvero a New York? Zohran Mamdani ha 33 anni, è un socialista e ha vinto le primarie democratiche per diventare sindaco di New York. Ma la vera notizia è un’altra: una parte dell’élite finanziaria è pronta a sostenerlo, mentre un’altra vuole fermarlo a colpi di milioni. Ecco il racconto della strana guerra tra miliardari, i retroscena dei finanziamenti, le manovre politiche dietro le quinte e perché Mamdani divide la città come mai prima. Dai radical chic ai falchi di Wall Street, da George Soros a Rudy Giuliani, ecco come la corsa a sindaco di NYC è diventata il fronte più caldo della politica americana.

Alberto Bellotto
L'ombra del socialismo e la guerra tra miliardari: cosa succede a New York
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