C'è da dire che la sinistra ha fatto molto nell'ultimo anno. A sostegno delle dittature, intendiamo dire.
Ci è venuto in mente vedendo ieri lo scambio di opinioni nell'ambito di un pacato confronto democratico interno al Partito tra Pina Picierno, espressione di una sinistra intelligente e ragionevole, cioè alla fine di destra; e Tiziana Ferrario, espressione di un sinistra retrocomunista e autoritaria, cioè in sostanza vannacciana.
E insomma è successo che la Picierno ha scritto che «Quando viene deposto un dittatore è sempre un giorno di festa per il mondo libero»; al che la Ferrario le ha rinfacciato subito di non dire mai «una cosa di sinistra». Sono seguiti reciproci complimenti. «Torna sul divano di casa», «E tu sulla tua poltrona a Bruxelles». La sinistra in effetti è sempre comodamente seduta su qualcosa.
Però è curiosa la deriva ideologica dei più bei mezzobusti televisivi le Ferrario, le Botteri, le Gruber... sembra che mamma Rai le abbia allevate in batteria che hanno cominciato super partes e poi hanno finito sotto dittatura. E si lamentavano di Emilio Fede...
Ma poi, quale sarebbe esattamente «una cosa di sinistra»? Parteggiare per i dispotismi? Essere sempre contro gli Usa? Spiegatecelo, se
no ci vediamo il solito film di Nanni Moretti e finita lì.Vabbè. L'unica cosa che abbiamo capito è quanto sia facile essere di sinistra in un mondo libero e quanto sia difficile essere liberi con una mentalità comunista.