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"Avrò sbagliato ma lì c'erano i miei figli". Le parole di Crosetto sul caso Dubai

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato di aver avuto un impegno istituzionale a Dubai al quale ha legato una vacanza con la famiglia

"Avrò sbagliato ma lì c'erano i miei figli". Le parole di Crosetto sul caso Dubai
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Guido Crosetto padre, prima di ministro. Si può riassumere così il “caso Dubai” che l’ha visto coinvolto suo malgrado nel weekend e sul quale le opposizioni del governo hanno costruito una polemica politica, arrivando perfino a chiederne le dimissioni. Sono state numerose le richieste di chiarimento arrivate durante l’audizione del ministro della Difesa e del ministro degli Esteri nelle Commissioni congiunte di Camera e Senato circa la sua presenza a Dubai che si è poi trasformata in uno scenario di guerra.

La sua presenza negli Emirati Arabi, ha tenuto a sottolineare il ministro, non è emersa “da uno scoop giornalistico” ma perché “io l'ho detto”. “Sono dovuto partire per un impegno istituzionale e poi mi sono fermato per qualche giorno di vacanza con la famiglia”, e ha spiegato di trovarsi a Dubai per unire le due cose, “perché avevo deciso di concedermi un periodo di vacanza e potevo scegliere di partire in maniera istituzionale e poi ricollegarmi alla mia famiglia, o partire direttamente con loro”. Ha sottolineato che avrebbe potuto lasciare subito Dubai ma non l’ha fatto perché “C'erano i miei figli, io ho fatto questa valutazione”. Ha poi sottolineato che “gli Emirati non erano coinvolti, ma erano tra i pochi Paesi” contrari all’attacco in quella zona. “Posso aver fatto degli errori, sì, probabilmente dovevo tornare e abbandonare i miei figli e ho sbagliato a non farlo, ma sono rimasto. Questa è la parte privata che mi dispiace dover rendere pubblica”, ha aggiunto.

“Anche parte dell'opposizione - ha aggiunto - mi ha detto ‘perché non li porti con te nell'aeroporto vuoto’, non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo e rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani”. Ha spiegato di aver trascorso la sua giornata da bloccato a Dubai “a parte dormire nel bunker, a tranquillizzare altri italiani. Una volta fatto quello che mi sentivo di fare, cioè portare con un pulmino privato i miei figli a Mascate, me ne sono tornato con un aereo e li ho lasciati là”.

Ha poi spiegato che la sua permanenza a Dubai è stata del tutto gratuita per lo Stato, perché “sono partito a livello privato per non gravare sulle casse dello Stato e ho fatto quello che dovevo fare a livelli istituzionale”

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