Abusi sui bambini: in aula gli orrori alla Olga Rovere

L’INCHIESTA L’accusa si basa esclusivamente sui racconti dei piccoli Sotto accusa 3 maestre

Abusi sui bambini: in aula gli orrori alla Olga Rovere

Si parlerà di «streghe» e del «castello cattivissimo» dove venivano portati durante l’orario di lezione. Di bambini lasciati a scuola dalle loro mamme e sottoposti - secondo la ricostruzione dell’accusa - ad ogni genere di abusi dopo essere stati trasferiti in macchina a casa delle maestre. Ad ascoltare in aula la ricostruzione del pm Marco Mansi ci sarà il gup di Tivoli Pierluigi Balestrieri. Sarà lui a decidere se ci sono i presupposti per rinviare a giudizio le maestre Patrizia Del Meglio, Silvana Malagotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio, per le violenze sessuali a cui avrebbero sottoposto una ventina di alunni della scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio nell’anno scolastico 2005-06.
L’appuntamento è per il prossimo 30 ottobre. Accusa e difesa sono pronte a darsi battaglia: per la Procura e i legali di parte civile, dopo l’incidente probatorio in cui le piccole vittime hanno messo a fuoco i loro ricordi, non c’è dubbio che abusi ci siano stati; per la difesa degli imputati, invece, tutta l’inchiesta sarebbe frutto di suggestione. E del resto anche i giudici del Tribunale del riesame, nell’annullare gli arresti disposti dalla Procura di Tivoli il 24 aprile del 2007, demolirono le ipotesi dell’accusa definendo «insufficienti e contradditori» gli indizi raccolti dagli inquirenti. Un giudizio molto duro, che poi venne confermato anche dalla Cassazione. Furono proprio i supremi giudici ad avanzare il dubbio che i bimbi potessero essere stati manipolati dai propri genitori. «Interrogati con domande inducenti - osservarono gli ermellini - i piccoli tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore». Dopo le scarcerazioni l’inchiesta perse anche due dei suoi indagati - il benzianaio cingalese Kelum De Silva, «l’uomo nero» dei racconti dei bambini che invece riuscì a dimostrare la sua palese estraneità alle accuse, e l’insegnante Assunta Pisani - le cui posizioni vennero archiviate. Il pm Mansi aveva chiesto l’archiviazione anche per la bidella Lunerti, ma in accoglimento dell’opposizione di alcune parti civili il gip aveva disposto invece l’imputazione coatta.
Nell’estate del 2007 cominciò il lungo incidente probatorio. Nelle udienze oltre venti bambini tra i 4 e i 6 anni hanno raccontato del «gioco della patatina», della «bua ai bambini» e delle «cose cattive» che avvenivano nel «castello cattivissimo». Uno di loro ha parlato di una strega che si chiamava Patrizia che stava in un castello nero in cui si andava con la macchina, «la macchina di Marisa, un’altra strega». «Le bidelle Cristina e Patrizia - ha ricordato invece un maschietto - facevano giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia». Ed è praticamente soltanto su questi racconti che si basa l’accusa. Prove scientifiche non ce ne sono: le analisi del dna effettuate sui peluche e sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno infatti dato esito negativo. Un punto a favore della difesa, assieme ad alcune testimonianze contraddittorie ed altre che hanno dato ragione agli indagati. Dalla parte dell’accusa il riconoscimento, effettuato dai piccoli durante un sopralluogo, di un casale poco fuori Rignano dove le maestre li avrebbero portati durante l’orario scolastico.
Pesanti i reati contestati ai cinque indagati che il gup dovrà valutare per decidere se sottoporli a processo: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. In aula non compariranno i bambini, le cui dichiarazioni sono state già cristallizzate nell’incidente probatorio. Non saranno presenti neppure nell’eventuale processo.