L'altra sera, mentre ci sforzavamo di capire perché Giorgia Meloni non accetti mai di andare ospite in un programma di La7 ha forse paura del contraddittorio?, eh? - ci siamo imbattuti in una trasmissione di La7, non sappiamo se quella di Giovanni Floris o quella di Corrado Formigli, in cui - senza contraddittorio - c'erano Floris e Formigli, i nostri giornalisti di egoriferimento, il primo scevro di qualsiasi vergogna, il secondo scevro di qualsiasi ironia, da cui il detto «scevro più scevro»; e insomma, un po' perché tra loro continuavano a ridere, un po' perché ogni cinque-sei secondi partiva un applauso, non abbiamo capito se era Formigli che intervistava Floris o Floris che intervistava Formigli, e intanto uno se la suonava, l'altro se la cantava e quello che veniva fuori era una bella armonia del pluralismo informativo.
Peraltro crediamo che sia stato anche facile per loro incontrarsi. Sono seguiti dalla stessa agenzia di comunicazione.
Ora. Gli assenti avranno pure sempre torto; ma i presenti, se la pensano uguale, è ovvio che abbiano ragione. Per bilanciare la serata, prima di loro c'era Veltroni e dopo Landini. E per forza che la chiamano tv «privata». Sono sempre loro.
Comunque. Sembra che l'intervista sia andata bene.
Si sono complimentati a vicenda, sia per le domande sia per le risposte.Vabbè, dai. Una volta l'uno invita l'altro, la volta successiva l'altro invita l'uno, e via amichettando. È andata così. Loro hanno finito gli ospiti. Noi la pazienza.