- Che EmmanuelMacron chieda a Meloni di non commentare fatti accaduti in un altro Paese fa veramente sorridere. E sapete perché? Perché quando Meloni divenne premier, il primo Paese ad affermare che avrebbe “vigilato” sul nuovo governo “di estrema destra” fu proprio la Francia. E come intervento a gamba tesa, va detto, è decisamente più grave.
- Si incasina un po’ la storia del poliziotto indagato a Rogoredo per omicidio volontario dello spacciatore. Un paio di cose pare non tornino: l’assenza di impronte sulla pistola a salve; e 23 presunti minuti passati tra il colpo esploso e la chiamata dei soccorsi. Vedremo, sono sincero. Le indagini vanno fatte e non ci si può fidare solo di quello che emerge dalle dichiarazioni dei legali della vittima o della procura.
- Tutti a dire che il Board of Peace è una congrega di autocrati che vogliono decidere le sorti di Gaza senza coinvolgere i Gazawi. Perché, scusate, l’Onu sarebbe qualcosa di meno strambo? Vi ricordo che cinque Paesi hanno il diritto di veto, cioè di bloccare tutto, sulla base di una guerra vinta 80 anni fa. E non mi pare che Cina e Russia siano esattamente guidati da due stinchi di santo.
- Il principe Andrea arrestato e rilasciato. É un colpo per la famiglia reale? Sì. Ma sono stati bravi a cacciarlo prima che la patata bollente diventasse, come ora, una bomba vera e propria. Re Carlo ha capito che la Corona viene prima della famiglia. E ha fatto bene.
- Che PaoloPetrecca sia stato costretto alle dimissioni da direttore di RaisSport per colpa di una telecronaca malandata dà il senso di quale sia il potere di sindacati e giornalisti, spesso del solito giro, all’interno di quell’azienda. Che bello esserne rimasti fuori.
- Si può dire che la gara di scialpinismo, al debutto olimpico, è davvero bruttina?
- Mattarella non è che abbia detto cose sbagliate. Però, poteva affermare le stesse cose con un messaggio pubblico. Invece è andato al Csm e questo puzza un tantino di discesa in campo per una delle due parti in gara.
- Sono disperato per il bambino di Napoli che non potrà subire un altro trapianto. Davvero sconcertato. Soprattutto sul perché si è arrivati a tanto, quel cuore “congelato” per errori di trasporto e quell’espianto iniziato prima di sapere se il nuovo organo era pronto e funzionante. Non dovrebbe succedere. Ma purtroppo accade. Ma ringrazio i professionisti che hanno avuto il coraggio di “rifiutare” un accanimento terapeutico. Ricordate sempre che i cuori disponibili sono pochi e che fare un tentativo sul piccolo di Napoli poteva significare negare un futuro ad un bimbo con magari più possibilità. È triste. È cinico. Ma vero.
- Girava voce che GiorgiaMeloni volesse andare a Sanremo, magari alla serata di apertura. Palazzo Chigi ha smentito. Io non ci credo nemmeno se la vedo all’Ariston.

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