Addio bacchetta, la magia si fa anche in giacca e cravatta

Dice di aver appeso la bacchetta magica al chiodo, ma questo è solo uno dei suoi mille giochi di prestigio, perché Walter Rolfo, a poco meno di 50 anni, è già stato tante cose

Dice di aver appeso la bacchetta magica al chiodo, ma questo è solo uno dei suoi mille giochi di prestigio, perché Walter Rolfo, a poco meno di 50 anni, è già stato tante cose. Maghetto prodigio, conquistato dalle atmosfere esoteriche della sua Torino («Perché bisogna andare in piazza Castello fra le statue dei Dioscuri e capire l'energia e l'atmosfera che si respirano»), poi super secchione, una prima giovinezza di grandi spettacoli, studio e sacrifici, è andato anche negli Usa in cerca di autore per diventarlo poi, tornato in Italia, a firmare il 99% degli show televisivi dedicati alla magia sulle reti italiane. Per il piccolo schermo ha coniato format nuovi, ritmi e tempi giusti. Dal suo cilindro sono usciti non solo cinque Guinness dei primati, ma anche Master of Magic, società che oggi dà lavoro ad oltre 20 persone ed ha contribuito a portare per la prima volta in Italia i mondiali di Magia, a Rimini nel 2015.

Spiega di aver sempre odiato le palline di gomma da far scomparire e la parola trucco: «La magia unisce arte, tecnica e linguaggio, è un cocktail per pochi, la scienza invece mette le conoscenze a disposizione di tutti» dice, poi semplificando: «Tu guarderai quello che vorrà il mago e non quello che potresti vedere, perché lui sa mettere a fuoco uno spazio visivo diverso dal tuo». Così la carta resta nascosta in una mano e non servono (forse) giacche dalla doppia fodera. Ecco la sfida 4.0 dell'illusionista moderno che, alla bacchetta, preferisce un set da ufficio. Rolfo ha virato verso nuove sfide come quelle dell'Ipad magic, in cui tablet e device «come la vecchia sfera di cristallo» - servono per ridare tridimensionalità ad oggetti nati solo virtuali.

Oggi insegna anche mental coaching: «Applicare il pensiero magico alla quotidianità e al problem solving serve a migliorarsi perché nulla è impossibile. Semmai I'm possible, io sono le mie possibilità», come ha scritto nel suo libro: cambiare il punto di vista, crederci sempre. Non c'è trucco, non c'è inganno: «Farsi il mazzo paga sempre». Anche nella vita.

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