Addio colloqui: per trovare lavoro i giovani preferiscono i talent show

Secondo un sondaggio la maggioranza dei ragazzi preferirebbe formule alla X-Factor per avere un posto in azienda

Basta concorsi troppo macchinosi, stage inutili ed estenuanti colloqui quasi sempre infruttuosi. Otto giovani italiani su dieci, stando a uno studio condotto dall'associazione "Donne e Qualità della Vita", sono favorevoli all'ipotesi che il mondo del lavoro si ispiri alla tv ricorrendo ai talent show, in stile "X Factor" e "Amici di Maria De Filippi", come strumento di selezione professionale. Un po' come è successo recentemente in Germania, dove il maturando 18enne brandeburghese Jacob Schrot ha vinto la prima edizione del reality "Ich kann Kanzler" (Chi vuol essere cancelliere), in onda sul canale ZDF: dopo aver conquistato il pubblico e il conduttore della trasmissione tenendo un vero e proprio comizio elettorale, il ragazzo si è aggiudicato un premio in denaro di 16.000 euro e un posto da tirocinante presso un politico importante (Focus, 19/06/09).
"Donne e Qualità della Vita" ha interpellato sull'argomento un campione di 540 giovani disoccupati, di età compresa tra i 20 e i 28 anni, intercettati nei maggiori capoluoghi di provincia italiani. Partendo dal presupposto che in media in un anno ciascun intervistato manda in giro almeno 300 cv, riuscendo a spuntare una cinquantina di colloqui (compresi quelli con le agenzie di lavoro interinale) e ad accedere all'incirca a 2 concorsi pubblici (tra pubblica amministrazione, sanità, scuole militari ecc.), l'indagine fa emergere una sostanziale sfiducia da parte dei ragazzi nei confronti di questi strumenti di selezione professionale, ritenuti inefficaci per la loro realizzazione lavorativa.
Indice puntato, in particolare, contro i concorsi, bocciati dal 29% del panel. Perché? Il 31%, memore dei molteplici scandali riportati dalla stampa, non ha dubbi che siano sempre più frequentemente "truccati" e "pilotati", mentre il 26% si lascia scoraggiare dal fatto che il numero dei candidati sia sempre in eccesso rispetto ai posti da assegnare, diversamente dal 20% che tende a evitarli semplicemente perché, per sperare di ottenere un buon punteggio, bisogna studiare tantissimo, dal 14% che li bypassa perché parteciparvi costa troppo e da uno sparuto 6% che proprio non sopporta tutta la trafila degli adempimenti burocratici necessari per iscriversi alle prove.
Il 24% dei giovani in cerca di occupazione intervistati da "Donne e Qualità della Vita", invece, diffida prioritariamente dalle proposte di stage di aziende ed enti. Molteplici i motivi: innanzitutto perché quasi mai offrono una garanzia di assunzione (33%), ma anche perché espongono chi si affaccia al mondo del lavoro a un malcelato sfruttamento (25%), difficilmente prevedono una retribuzione anche solo simbolica (21%), relegano le nuove leve principalmente a mansioni di second'ordine (11%) e, in fin dei conti, costringono i dipendenti in prova a condurre una vita troppo sacrificata (6%). Ecco, quindi che, nell'ottica di un futuro impiego, i giovani, target di riferimento prioritario di talent show come "X Factor" e "Amici di Maria De Filippi", aventi come obiettivo quello di premiare la bravura dei concorrenti, vedono di buon occhio la possibilità che l'ingresso nel mondo del lavoro possa passare attraverso la partecipazione ad analoghi programmi televisivi: se non per tutti i settori professionali (49%), almeno per alcuni (31%).

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