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Al seggio non c'è mai fine

Ancora non si è spenta l'eco della travolgente vittoria del centrosinistra alle elezioni amministrative

Al seggio non c'è mai fine
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Tale è stato l'impatto sul Paese e tanta la speranza suscitata, che ancora non si è spenta l'eco della travolgente vittoria del centrosinistra alle elezioni amministrative. Qui dalle nostre parti scusate ma questa volta noi abbiamo puntato sul rosso, è così tanto che non esce... - siamo entusiasti. Come si dice: "Al seggio non c'è mai fine".

Averne di leader come i nostri. La Elly lo ha detto meglio di tutti: "Questo voto conferma che siamo uniti e competitivi". Boccia ha spiegato bene che - se anche c'è stata qualche leggerissima défaillance - nelle Amministrative "non c'entrano nulla le dinamiche nazionali: era solo un test locale". Bonaccini ha ripetuto che "Abbiamo perso ma abbiamo vinto". Quel cantante là, quello un po' zigano, Capovilla, è stato davvero elegante nell'ammettere il nostro unico cedimento: "A Venezia ha vinto il cancro" (e sì che gli orchestrali della Fenice hanno dato tutto, peccato). Rocco Casalino ha ribadito che il suo è stato "un successo straordinario", anche se non è passato. E Bersani, dalla Gruber, ha offerto un'analisi chiara del perché a Venezia gli elettori non hanno votato i candidati islamici.

Con la sua simpatica aria da commissario politico del PCUS, forte di quel principio di rispetto della volontà popolare che è il fondamento della democrazia, ha detto: "Stavolta non l'han digerita. Ma la prossima volta la digeriscono". E sócc'mel se non ha ragione! La sinistra non deve arretrare nemmeno di urna. Cineraria.

Avanti così, di vittoria in vittoria verso la sconfitta.

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