Gli affreschi restaurati dell’Abbazia di Chiaravalle

N on è frequente trovare un intero ciclo di affreschi che rappresenti la storia della morte di Maria: è stato da poco scoperto l'ultimo intervento di restauro nell'Abbazia di Chiaravalle, che riguarda gli affreschi della Torre nolare, sotto il tiburio: si tratta delle "Storie della Vergine", un ciclo eseguito verso la metà del Trecento sulla fonte della "Legenda Aurea" scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine, testo fondamentale per l'iconografia dell'arte medievale. Nella prima scena dipinta, sulla parete sud, ovvero a destra per chi guarda l'altare, si trova la scena dell'"Annuncio della morte", in cui la Vergine viene informata della sua fine vicina da un angelo che le offre un ramo di palma, simbolo per difendere il suo corpo dai giudei. Infatti, nella scena successiva, si può vedere il corteo funebre per la sepoltura di Maria (che si muove proprio nella direzione del Cimiterino che esiste all'uscita dell'Abbazia). Un apostolo tiene in mano il ramo di palma durante il corteo funebre, che subisce un attacco da parte del capo dei giudei che cerca di rovesciare la portantina. Non riuscirà, perché la storia prosegue con la "Deposizione" del corpo nel sepolcro e si conclude con l'"Assunzione" e la "Glorificazione di Maria". L'intero ciclo di affreschi sulla morte di Maria si deve al fatto che l'Abbazia fu costruita nel 1135 e a lei dedicata. Sorgeva su un territorio originariamente paludoso, che i cistercensi bonificarono completamente con l'aiuto dei milanesi.
Allo stato attuale l'Abbazia comprende, oltre alla chiesa, un magnifico chiostro, una Sala capitolare (luogo adibito al Capitolo, ovvero le riunioni dei monaci), il refettorio, il piccolo cimitero, "Cimiterino", un mulino appena restaurato e "La bottega dei monaci", nonché l'unico mezzo di sostentamento della comunità. Qui si può trovare sempre il Grana Padano, invenzione dei frati di Chiaravalle: «lo inventarono proprio questi monaci cistercensi- spiega frate Giovanni-. Quando Bernardo decise di bonificare l'intera zona, tagliò molta erba, e i monaci si trovarono così a disporre di enormi quantità di fieno. È la catena -continua-: tutto serve a qualcosa. Il latte crea il formaggio, e il Grana Padano fu l'invenzione dovuta all'abbondanza di latte». Il Reggiano, inutile sottolinearlo, arrivò soltanto dopo. Oltre al formaggio, nella bottega si possono comprare uova e ortaggi provenienti dalle coltivazioni all'interno del monastero, o miele, tisane, thè, cioccolato, sughi, prodotti naturali di salute e bellezza, tutti da altri monasteri e conventi.
(Info. Abbazia di Chiaravalle, via S.Arialdo n. 102, 20139, Milano. Tel. 02-5694007, www.borgodichiaravalle.it).

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