Altre due donne: «Assalite da Bianchini»

Roma - Si aggrava la posizione di Luca Bianchini, il presunto stupratore seriale di Roma: ieri altre due donne, vittime di violenze riconducibili al «mostro» capitolino, lo avrebbero riconosciuto tramite le foto pubblicate sui giornali. Mentre il gip Riccardo Amoroso, nella sua ordinanza di convalida dell’arresto, ha scritto che se fosse stato lasciato libero sarebbe fuggito e avrebbe colpito ancora. A suo carico ci sarebbero «gravi indizi di colpevolezza», vista «l'identità» del profilo genetico, il materiale sequestrato in casa e un numero di targa, appartenente alla vettura della madre, trascritto da una teste durante una tentata aggressione avvenuta nel 2005.

Dal documento del gip emerge un altro decisivo elemento, il fatto che il sospetto abbia affermato di essere «pienamente capace di intendere e di volere», avendo superato il «disturbo psicotico» legato alla violenza del 1996 ai danni di una vicina. Tradotto in soldoni, almeno per il momento, Bianchini non intende dichiararsi pazzo. A salvarlo potrebbe spuntare un clamoroso alibi: mentre si verificava uno dei tre episodi di cui è accusato, si sarebbe trovato in compagnia di altre persone. È un’ipotesi da confermare, mentre le indagini procedono a pieno ritmo. Gli inquirenti hanno ascoltato a lungo la sua ragazza e stanno concentrando la loro attenzione su tre casi avvenuti dopo il 2000, effettuando una serie di perquisizioni. Ieri si è appreso inoltre che lo stupratore era solito rubare gli slip alle vittime e che sul cellulare di Bianchini è stato trovato un video in cui, con l’obiettivo puntato verso un pavimento, lui sussurra e ripete le parole «Amore, amore».

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