Anche se non si tratta di doping, è arrivata un’altra squalifica alle Olimpiadi di Milano-Cortina: l’atleta ucraino di skeleton Vladylsav Heraskevych, non potrà più gareggiare per la decisione di indossare una casco non in linea con le linee guida “sull'espressione visiva degli atleti".
La nota della Federazione
Il 27enne di Kiev, infatti, ha scelto di gareggiare con un casco particolare che ricorda i colleghi che hanno perso la vita nell’attacco russo in Ucraina ma la giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (Ibsf) ha spiegato che questo casco "non è conforme al regolamento". L’atleta ucraino si è allenato più volte con questo casco, ed è consentito, ma non ha sentito ragioni quando gli è stato detto che, in gara, non avrebbe potuto indossarlo.
La nota del Cio
Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha deciso "con rammarico" di togliergli l'accredito per i Giochi Olimpici in corso a Milano-Cortina. Nonostante i numerosi incontri tra i membri del Cio e Heraskevych, l'ultimo dei quali proprio questa mattina con la presidente Kirsty Coventry, l’atleta “non ha preso in considerazione alcuna forma di compromesso". Il Cio i mezzi ce li ha messi tutti: in una nota viene specificato che "era molto interessato a che Heraskevych gareggiasse. Per questo motivo, si è incontrato con lui per trovare il modo più rispettoso per esprimere il suo desiderio di ricordare i suoi colleghi atleti che hanno perso la vita a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. L'essenza di questo caso non sta nel messaggio ma nel modo in cui voleva esprimerlo".
Il Cio aveva spiegato all’atleta che avrebbe potuto esporre il suo casco dopo aver gareggiato in zona mista, ossia l’area dove si tengono le interviste con i giornalisti. Il regolamento internazionale è stato firmato nel 2021 dopo una consultazione globale “con 3.500 atleti provenienti da tutto il mondo. Hanno il pieno supporto della Commissione Atleti del Cio e delle Commissioni Atleti delle Federazioni Internazionali e dei Comitati Olimpici Nazionali".
La replica di Heraskevych
"Credo che dobbiamo continuare a lottare per i nostri diritti. Ho detto fin dal primo giorno che non sono d'accordo con ciò che il Cio ci dice, quindi probabilmente presenteremo un ricorso al Tas e difenderemo i nostri diritti", ha replicato Vladylsav Heraskevych dopo la squalifica. "Altri atleti si stavano già esprimendo, e non hanno dovuto affrontare le stesse cose. Quindi, all'improvviso, solo un atleta ucraino in queste Olimpiadi verrà squalificato per questo casco, che non viola alcuna regola”.
Una nuova opportunità
È probabile, in teoria, che le cose possano aggiustarsi anche all’ultimo momento qualora l’atleta ucraino cambiasse idea: lo ha detto chiaramente il portavoce del Cio, Mark Adams, nel consueto e quotidiano briefing del giorno a proposito di questo caso.
“Contatteremo l'atleta e gli ripeteremo l'opportunità che ha per esprimere la sua opinione e il suo dolore sui social, in conferenza stampa e in mixed zone. Vogliamo veramente che scenda in gara, vogliamo che abbia il suo momento”.