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Una squadra che rinasce dopo i fasti degli anni ’80

Atmosfere che hanno ricordato quelle della Polisportiva Milan, l’iniziativa voluta da Silvio Berlusconi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e in cui l’hockey su ghiaccio si accompagnava, in rossonero però, ad altre squadre di altri sport

"La Fiera salvi lo stadio hockey"

Milano torna ad avere il grande hockey ghiaccio in casa. Sarà stata l’onda lunga delle Olimpiadi invernali che hanno (ri)acceso la passione, come hanno dimostrato le immagini di un mese fa, con la Darsena trasformata in un tripudio di colori rossoblù e i fumogeni durante la presentazione sui Navigli della rosa del Milano Hockey. Atmosfere che hanno ricordato quelle della Polisportiva Milan, l’iniziativa voluta da Silvio Berlusconi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e in cui l’hockey su ghiaccio si accompagnava, in rossonero però, ad altre squadre di altri sport, tutte con lo stesso nome: volley, baseball e rugby, oltre alla locomotiva calcio.

Una squadra e una società tutta nuova, questa, nata da zero nel 2026 dopo dieci anni di assenza e vari tentativi infruttuosi di ritorno e che nel frattempo nell’Ice Hockey League ha già cominciato alla grande nonostante il noviziato; secondo posto al momento con 15 punti dietro a Bolzano, frutto di cinque vittorie e due sconfitte, tutte in trasferta. «La città ha fame di ghiaccio e noi daremo spettacolo. Obiettivo: scalare la classifica», assicura il presidente Cristof Leitner. Il primo appuntamento in casa domani 19,45 nel nuovo palazzo del ghiaccio a Rho-Fiera contro l’Innsbruck, la squadra contro cui Milano Hockey aveva peraltro debuttato nella IHL, campionato professionistico che comprende squadre di tutta la Mitteleuropa.

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