Far le cose semplici funziona sempre. Prendiamo il verde, "green" come si dice oggi. Una giunta verde, com'è quella di Palazzo Marino, al primo posto dovrebbe mettere gli alberi. Piantarli soprattutto. Ci aspettano giorni di grande caldo e se uno ha la fortuna di camminare o muoversi in un viale alberato soffre meno. Semplice no? No. Tempo fa l'assessorato al Verde spiegò che per Milano molti alberi, soprattutto quelli secolari, cioè quelli che fanno più ombra, sono inadatti e il piano era di sostituirli con piante di fusto ridotto più facilmente gestibili per quanto riguarda manutenzione e cura. E così da San Babila, a piazza Cordusio, alla Bovisa gli alberi sono spariti. "Milano non è verde" ma grigia" è l'accusa di chi le politiche ambientali di Palazzo Marino le liquida come una "farsa". E a puntare il dito contro l'amministrazione non sono reazionari movimenti che si battono per auto e parcheggi ma i comitati civici ambientalisti: fuoco "quasi" amico. Così, in concomitanza con la "Green Week" dell'Assessora Elena Grandi, hanno organizzato una "grey Week" ispirata al colore del cemento.
Ieri davanti a Palazzo Marino si sono schierati in presidio per una chiamata alle armi che ha denunciato, tra le tante cose che non vanno, una manutenzione del verde che lascia a desiderare, un crescendo di scempi urbanistici, un continuo consumo del suolo e il proliferare di piazze-isole di calore. E pensare sarebbe bastato piantare qualche albero in più...