Ambra, muschio bianco e vaniglia in un barattolo l'odore dell'Umbria

Tra innovazione e tradizione contadina: tutti i frutti dei boschi

Raccontare l'Umbria attraverso suggestioni olfattive e visive. Attraverso una fragranza d'ambiente avvolgente, con il 10% di oli essenziali vegetali, che parte con un fresco sentore di bacche, per spingersi fino a sentieri di legni fruttati e tabacco. Le note di fondo, ambra, muschio bianco e vaniglia, concludono il piacevole errare tra boschi incontaminati, antichi borghi sospesi nel tempo e dolci colline. Ecco Pomi d'Umbria, un prodotto di Initinere, azienda che promuove il territorio e che, in questo caso, ne ricorda le coordinate non solo con gli odori. Con il contributo scientifico della Fondazione Archeologia Arborea, infatti, i copri tappo in ceramica richiamano tre antichi frutti della regione, la pera Monteleone, la mela Conventina e la Merangola.

La prima, dalla buccia verde giallastra, chiamata anche pera papera per l'attaccatura obliqua del suo picciolo, veniva raccolta tra ottobre e novembre e si conservava in mezzo alla paglia. Tipica della zona di Gubbio, la mela Conventina, dalla buccia giallo-verdognola e rosata dalla parte del sole, deve il suo nome alla diffusione nei conventi, dove i frati la coltivavano e la raccoglievano in ottobre. Curiosi i mezzi di conservazione che riporta la tradizione contadina: si riponeva il frutto in una cassetta in mezzo a fiori di sambuco essiccati all'ombra, oppure s'immergeva nei cumuli di grano.

E già nei secoli passati, per la sua inconfondibile fragranza aromatica, veniva anche posta nei cassetti del comò.

Infine, la Merangola o arancio forte, inconfondibile per le sue foglie con picciolo alato e la presenza di spine, proveniva dall'Estremo Oriente e durante il Rinascimento comparse nelle raffigurazioni di molti pittori umbri, che ne testimoniarono l'importazione. Tutti questi frutti-pezzi d'arredo sono realizzati da esperti ceramisti umbri con una stampa a mano su calchi in gesso, tecnica artigianale risalente alla civiltà greca e molto utilizzata nella tradizione ceramica locale. Ad uno ad uno, vengono immersi in smalti ceramici, cotti a 920° per diventare maiolica e firmati come pezzi unici.

MTiz

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