Anche gli estremisti islamici mettono Mou nella lista nera

nostro inviato ad Appiano Gentile

Cose grosse alla vigilia del derby, c’è anche l’Islam contro Mourinho e c’è poco da ridere. Il caso Muntari ha scatenato i fondamentalisti e il Daily Star ha scritto che Josè ora sarebbe nel loro mirino. Il tabloid parla di minacce apparse su alcuni siti islamici. Ieri Josè era abbastanza preoccupato da questa faccenda, ha detto che se dovesse succedere qualcosa la responsabilità sarà della stampa che ha travisato le sue dichiarazioni: «So cosa ho detto, ci sono delle registrazioni, ma a qualcuno piace cambiare le parole». Josè ha ragione. Ieri ha ripetuto quale fosse la sua opinione al riguardo: «La fede di Muntari non è criticabile, quindi la accetto. Come allenatore devo giudicare se un giocatore è in grado di stare in campo 90 o 30 minuti ma non ho mai detto che lui deve dimenticare la sua fede. Se finirò lì - e con il dito ha puntato il cielo -, allora qualcuno si ricorderà...». C’è sempre un po’ di ironia in agguato quando stai con Josè, ma ieri mattina anche tanta attenzione: «Se c’è qualcuno della comunità islamica arrabbiato con me è colpa vostra». Comunque Muntari ha continuato il Ramadan e Josè lo ha convocato per il derby.
Se ci fosse stato anche il più impercettibile varco per uno spunto, Mourinho avrebbe aggiunto che comunque tutta questa faccenda gli garbava perché in fondo questo era un nemico dichiarato, quindi riconoscibile: «Come Cobolli Gigli». Che senza inutili giri di parole si è schierato con il Milan augurandosi una vittoria rossonera nel derby. «Fra Roma e Juventus a me non interessa come va a finire. Ma se dovessero chiedermi a chi auguro la vittoria io risponderei che un pareggio sarebbe l’ideale in quanto sono due avversarie per lo scudetto. Invece Cobolli Gigli vuole una vittoria del Milan. È strano, è un pronostico che mi fa pensare, mi preoccupa che il campionato finisca con Milan-Juventus». E quando gli hanno chiesto spiegazioni, Josè ha sbuffato. Avrebbe potuto rispondere che probabilmente Cobolli Gigli teme più l’Inter, oppure che non vede nel Milan una concorrente pericolosa per lo scudetto. Comunque la Juve come l’Islam non è male.
Ieri è andata in onda una versione corretta di Josè, si è difeso dalle accuse di stato confusionale durante Inter-Bari, dalla pazienza consigliata dal suo presidente, ha evitato commenti pericolosi su Leonardo e l’influenza del Cavaliere sulla formazione, ha detto che ognuno può vederla come vuole ma alla fine della giostra la sua squadra resta quella con la miglior qualità del campionato, lasciando che ognuno tirasse le proprie conclusioni: «Non ci sono favoriti, l’Inter sta meglio, può vincere il derby e va in campo con questo obiettivo. Di sicuro non starà lì a guardare cosa succede». E siccome c’era anche Wesley Sneijder in conferenza e qualcuno ha subito ricordato a Mourinho che a questo punto le sue responsabilità erano aumentate, ecco cosa ha risposto: «Impossibile. Le mie responsabilità sono già al massimo, non possono aumentare». Ieri sera, tra l’altro, è arrivato il transfert dell’olandese e, visto che in Italia la documentazione era già stata depositata, Sneijder potrebbe teoricamente già andare in panchina nel derby di oggi. Aria da uno che non passerà come Van der Meyde, anche se, indossando la dieci, gli hanno chiesto di Bergkamp. Lui ha già capito come si deve fare per stare qui e giocare: «L’Inter è uno dei più grandi club al mondo e sono felice di lavorare con Josè Mourinho, uno dei più grandi allenatori del mondo». Sta già andando benissimo, gli manca solo quel minimo d’intesa con Eto’o e Milito. Ma ieri Josè, parlando quasi sottovoce e senza enfasi, ha fatto capire che il capo è lui, ha in mano la situazione, è dentro la squadra. Un orgoglio misurato, un derby che si gioca in agosto, più Eto’o e Milito.

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