Girano in tondo fino a morire: lo strano mistero dei pesci nell'oceano

È mistero su molte specie di pesci che negli Stati Uniti girano in cerchio fino a morire: gli scienziati sono a lavoro per capire cosa sta succedendo in Florida

Girano in tondo fino a morire: lo strano mistero dei pesci nell'oceano

Si tratta di un evento strano, sicuramente molto raro che sta creando grattacapi agli scienziati e biologi marini: nelle ultime settimane sono morte alcune specie di pesci nel tratto di mare nell'arcipelago delle Florida Keys, una serie di isole tropicali a sud dello Stato americano che ha per capitale Miami. Il comportamento anomalo sta nel fatto che alcuni di essi girano in tondo, in cerchio, fino a quando questo continuo movimento non gli provoca la morte: a rischiare maggiormente sono specialmente i pesci sega dai denti piccoli.

La scoperta dei subacquei

Tra i primi a scoprire questa situazione è stato il subacqueo Gregg Furstenwerth che ha girato alcuni video rimanendo sorpreso da quanto osservato: un pesce della specie Lagodon in completa difficoltà che girava continuamente in cerchio. Dopo aver portato alla luce la problematica, anche altri sub hanno documentato scene molto simili nella stessa Miami così come nelle Lower Keys e Upper Keys. Il comportamento che rimane, per adesso, senza un'unica spiegazione riguarderebbe fino a 44 specie di pesci diversi: il pesce sega è quello che finora ha avuto più morti (già 27 e almeno una sessantina in difficoltà). "Le numerose morti di pesci sega stanno ora attirando l’attenzione nazionale. È come guardare un film catastrofico", ha scritto Furstenwerth su X postando un video che documenta la situazione attuale.

Le possibili cause

Scienziati, esperti, istituti e agenzie statali sono a lavoro per comprendere le cause ed evitare una catastrofe marina in quell'area. "Tutti vogliono sapere subito di che cosa si tratta", ha affermato a National Geographic Alison Robertson, biologa marina che studia le fioriture di alghe novice alla Stokes School of Marine and Environmental Sciences della University of South Alabama. "Faremo tutto il possibile per lavorare insieme e cercare di identificare questo fenomeno, in modo da poter trovare delle soluzioni", spiega l'esperta che sottolinea la stranezza di un evento così lungo e che colpisce molte specie diverse. Tra le ipotesi si fanno largo le fioriture di alghe dannose in grado di produrre neurotossine che possono cambiare il comportamento dei pesci ma anche la poca quantità di ossigeno presente nell'acqua. Molti propendono per inquinamento e temperature elevate ma anche la presenza di parassiti.

Gli esperimenti "ci aiuteranno a confermare o escludere il contributo di queste alghe e delle loro tossine ai comportamenti dei pesci osservati nelle Keys", ha dichiarato Michael Parsons, ecologo marino che studia le fioriture algali alla Florida Gulf Coast University. Un team dell'Ocean First Institute vuole confrontare alcuni alcuni campioni di sangue di squalo prima della scoperta del fenomeno dei pesci rotanti e confrontarli con quelli prelevati più di recente per capire cosa accade anche a questi enormi predatori marini. "Le morti di pesci avvengono, purtroppo, ovunque ma in questo caso non riusciamo a spiegarlo con le solite cause. È questa la stranezza dell'evento", sottolinea Parsons.

La specie più a rischio

Come detto, occhi puntati soprattutto sul pesce sega dai denti piccoli che da oltre 20 anni fa parte di un elenco delle specie in via d'estinzione: ormai in tutto il mondo sono rimaste soltanto altre quattro specie e quelli dai denti piccoli è l'unica che popola le acque americane. Gli avvistamenti di questi pesci in difficoltà sono stati più frequenti proprio in questo mese di marzo, una sessantina sono state trovate in difficoltà. "È ovviamente una grande preoccupazione la morte di così tanti animali di grandi dimensioni", spiega Dean Grubbs, ecologo della fauna marina della Florida State University che studia questa specie. La lunghezza di questo pesce raggiunge anche i tre metri e mezzo di lunghezza e una volta popolava in abbondanza le acque dell'Oceano Atlantico, oggi si contano soltanto tra Bahamas e Stati Uniti. "Non abbiamo ancora idea se si tratti di qualcosa che possa finire nel giro di un anno e non sapremo nemmeno che è successo, o se sia potenzialmente catastrofico".

I rischi per la salute

Non di secondaria importanza nemmeno l'impatto per l'organismo umano: chi mangia pesci che vivono in acque dove le alghe rilasciano enormi quantità di tossine può contrarre la ciguatera, patologia derivante dalle ciguatossine provenienti dall'alga Gambierdiscus presente sui fondali del mare. "La ciguatera, una forma di intossicazione alimentare, è più comune nelle aree della barriera corallina sottoposte a stress ambientale e le Keys devono affrontare una miriade di problemi, tra cui il riscaldamento delle acque che causa lo sbiancamento dei coralli, l'inquinamento delle acque e lo sviluppo costiero", spiegano gli esperti. Da qui derivano problemi di nausea, vomito e neurologici.

Esami di laboratorio effettuati in precedenza hanno mostrato problematiche per gli stessi pesci che si sono nutriti di cibo contaminato da ciguatossine, in particolare problemi neurologici con iperattività e contrazioni. Gli scienziati sono a lavoro per capire se il girare in cerchio dipenda ufficialmente da queste tossine o da altre e sconosciute cause.

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