Annozero, Romani a Vigilanza: verifica legittima E sulla Dandini: fiction non da servizio pubblico

Il vice ministro: "Nessuna censura". E la bicamerale lo convoca. Fazio provoca Berlusconi, il governo contro la fiction di Parla con me, ambientata nel wc di Palazzo Grazioli. La Santanché in piazza con i gazebo per l'iniziativa "No canone". Se volete aderire scrivete al direttore Vittorio Feltri

Annozero, Romani a Vigilanza: verifica legittima 
E sulla Dandini: fiction non da servizio pubblico

Roma - "Una verifica legittima. Nessuna censura". Il vice ministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, incontra il presidente della commissione di Vigilanza Ra, Sergio Zavoli, e fa il punto sulla situazione del "dossier Annozero" aperto dal governo con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. L'incontro di oggi, durante il quale è stata ribadita l’intenzione di acquisire informazioni dai vertici Rai per verificare la corretta attuazione del contratto di servizio, precede quello con i vertici dell’azienda, convocati da Scajola l’8 ottobre. In quella sede, ha detto Romani, "acquisiremo al massimo livello le informazioni" relative "ad Annozero ed eventualmente altri programmi sui quali riteniamo che, da parte del governo, debba esserci la verifica della corretta attuazione del contratto di servizio".

Il responso dell'Agcom Due atti dell'Authority: la diffida per Beppe Grillo e Marco Travaglio per le affermazioni su Giorgio Napolitano e Renato Schifani e il parere richiesto da Masi per il contratto di Travaglio in cui si parla "di possibili sanzioni anche forti, fino al 3% del fatturato". Romani cita anche "il codice etico, di cui si fa menzione nel contratto di servizio", dove "si chiede a tutti i dipendenti e collaboratori di ottemperare a quanto previsto dal codice in tema di obiettività e rispetto del pluralismo. E il fatto che si sia contravvenuto a questo è per noi un altro elemento". Dunque per Romani c’è "un combinato disposto di norme dalle quali si capisce che il governo è in piena facoltà di chiedere informazioni". Di qui la decisione di attivare l’istruttoria, sapendo che il governo era "tenuto a informare la Vigilanza, cosa che ho voluto fare oggi in via addirittura preventiva".

Romani convocato dalla Vigilanza E la commissione di Vigilanza convoca Romani. L’audizione dovrebbe tenersi in settimana e comunque prima dell’incontro tra il governo e i vertici della Rai. La decisione è stata presa all’unanimità dall’ufficio di presidenza della su proposta di Zavoli. È stato Giorgio Merlo, Pd, vice presidente della Vigilanza, a comunicare che durante l’ufficio di presidenza è stata accolta "la proposta del presidente Zavoli di convocare il vice ministro Romani in Vigilanza, per ripristinare il dibattito nella sua sede vera, la commissione". L’audizione del vice ministro è in programma domani pomeriggio alle 14,30.

Garimberti: "Tutti calmi" Sia "la politica" sia "certi conduttori" farebbero bene a darsi una calmata: ne è convinto il presidente della Rai, Paolo Garimberti, che è tornato in questi termini sulle polemiche di questi giorni. "Se la politica ingerisse meno e ci lasciasse lavorare in pace - ha detto - ci farebbe un grande favore. D'altra parte - ha aggiunto - certi conduttori dovrebbero avere più senso di responsabilità e ricordare che il microfono non appartiene a loro, ma è di proprietà dell'editore e dei cittadini che pagano il canone. Bisogna calmare le acque da tutte e due le parti".

La Santanché: "Gazebo in piazza" Continua la protesta contro il canone Rai e in particolare la trasmissione Annozero di Michele Santoro. Stamani Daniela Santanché, leader del Movimento per l’Italia, ha allestito un gazebo in piazza San Babila. Santanché ha presentato nell’occasione alcune proposte: "Dovremmo creare Annoduemila, la trasmissione alternativa ad Annozero - ha detto -. Visto che Santoro va in onda ogni giovedì noi potremmo ideare una trasmissione identica, con le stesse modalità, sulla stessa rete, ma con un altro conduttore, e parlare male del centrosinistra". Santanché chiede anche di discutere della Rai in parlamento: "Dovremmo privatizzare due reti su tre, in questo modo la terza rete diventerebbe il vero canale di Stato con una informazione corretta e obiettiva". Critiche anche alla modalità con cui Santoro è tornato in Rai: "Dico basta con i palinsesti dettati dai giudici, in Italia non esiste alcuna trasmissione di destra che dimostri un tale livore nei confronti della sinistra. Propongo un controllo preventivo dei programmi, intorno a questo problema c’è grande interessa come dimostrano le firme che stiamo raccogliendo oggi". Nei gazebo è possibile prendere un modulo per la sospensione del canone. È sufficiente compilarlo e spedirlo con raccomandata con ricevuta di ritorno. "Alle persone che aderiranno alla disobbedienza non può succedere nulla, anche perché l’evasione del canone riguarda più di un milione di persone che non pagano senza alcuna motivazione" ha concluso la Santanché.

La Lega contro il canone "Abolire il canone Rai, nonché la relativa tassa di concessione governativa, definendo una forma alternativa di finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo secondo criteri di equità, efficacia ed appropriatezza". Questo lo scopo dell'ordine del giorno presentato oggi da Davide Caparini (Lega Nord), segretario di presidenza in commissione Vigilanza Rai, durante la discussione generale in aula alla Camera dei deputati sul decreto legge correttivo al pacchetto di misure anti-crisi. "Si tratta di una tassa che non ha più motivo di esistere per diverse ragioni. Prima di tutto - afferma Caparini - è antiquata, perché istituita nel 1938, quando ancora non era nata la televisione. Inoltre è iniqua e profondamente ingiusta, sia territorialmente che socialmente. Territorialmente perché, mentre nel Nord del Paese il mancato pagamento di questa imposta si attesta al 5%, nel Meridione ha un’evasione del 30% con alcuni comuni che vanno oltre il 90%. È iniqua socialmente in quanto colpisce tutte le fasce di reddito".

L'Agenzia delle Entrate: "Evasori" Chi non paga il canone Rai è un evasore fiscale.

Lo afferma il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, spiegando che il canone della tv pubblica "è un’imposta". "Sì" risponde Befera a chi gli chiede se si può considerare un evasore un contribuente che non paga l’abbonamento.

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