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Arte e Storia

A Pietrasanta l’“Incanto" di Daniela Astone

In mostra le tele dell’artista pisana, tra classicità e iperrealismo. Entra nel vivo l’estate artistica del borgo degli scultori

Quadro di Daniela Astone

C’è una pittura che non si limita a rappresentare la realtà, ma la trasforma in un luogo dove il tempo sembra sospeso e il mito continua a dialogare con il presente. È quella di Daniela Astone, protagonista della mostra personale Incanto, allestita alla Galleria Ponzetta di Pietrasanta fino al 23 agosto. L’esposizione propone una selezione di opere che raccontano la ricerca più matura dell’artista, formatasi alla Florence Academy of Art e oggi riconosciuta a livello internazionale per una tecnica pittorica di altissimo livello. Ma dietro il rigore del disegno e della costruzione anatomica si apre una dimensione più profonda, fatta di simboli, evocazioni e atmosfere che invitano lo spettatore a rallentare lo sguardo. Nelle tele di Astone convivono figure umane, richiami alla statuaria classica, animali, acqua e paesaggi interiori. Ogni elemento sembra appartenere a una realtà familiare e, allo stesso tempo, misteriosa, come se emergesse da una memoria collettiva capace di attraversare epoche e culture.

Per la curatrice Serena Nannelli, il lavoro dell’artista nasce dalla tradizione figurativa occidentale, ma la supera attraverso una forte componente visionaria. «La sua pittura costruisce un dialogo continuo tra realtà e trasfigurazione», osserva, sottolineando come la solidità tecnica diventi il punto di partenza per un linguaggio poetico che conduce oltre la semplice rappresentazione. Il titolo della mostra non è casuale. Incanto richiama l’idea del sortilegio, della parola che genera trasformazione. Una suggestione che trova corrispondenza nel colore e nella luce delle opere, capaci di creare un clima contemplativo. «Di fronte ai dipinti di Daniela Astone – afferma ancora Serena Nannelli – si percepisce una bellezza silenziosa che accompagna lo spettatore dentro un’esperienza quasi rituale, dove il mistero non intimorisce ma accoglie».

L’acqua, presenza costante nella produzione dell’artista, assume un significato simbolico di rinascita e origine, mentre le figure femminili e i frammenti archeologici sembrano custodire un sapere antico che continua a parlare al presente. È una pittura che invita a vedere oltre l’apparenza, trasformando ogni immagine in una soglia verso un significato più ampio. Secondo Nannelli, «il realismo simbolico di Daniela Astone non descrive semplicemente il mondo, ma lo rende uno spazio di armonia e trasformazione, nel quale il visibile lascia continuamente intravedere l’invisibile». Un approccio che restituisce alla pittura una dimensione meditativa, capace di coinvolgere tanto sul piano estetico quanto su quello emotivo.

In una Pietrasanta che ogni estate si conferma punto di riferimento per l’arte contemporanea, Incanto rappresenta un appuntamento di particolare interesse per chi desidera confrontarsi con una pittura colta, raffinata e profondamente evocativa. Una mostra che, senza effetti spettacolari, conquista attraverso la forza del silenzio, della luce e della bellezza, lasciando al visitatore la sensazione di aver attraversato, almeno per qualche istante, un luogo fuori dal tempo.

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