Ha debuttato con un cantiere da sedici metri di altezza e con la promessa di non fermarsi qui. Lo scorso 24 giugno, nel giorno più sentito dai monzesi (Festa di San Giovanni Battista, patrono della città), si è concluso il primo intervento a tutela della cattedrale cittadina firmato dalla neonata Fondazione per il Duomo di Monza. La nuova realtà filantropica, nata a febbraio all’interno della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza per intuizione di Giuseppe Fontana, ha preferito far parlare i fatti prima di presentarsi ufficialmente alla città (lo farà il 30 settembre nella Sala del Rosone, quando illustrerà gli impegni futuri).
Il «battesimo», intanto, è sotto gli occhi di tutti e ha riguardato il ciclo pittorico dei Quadroni, molto caro a chi frequenta il Duomo: parliamo infatti di dieci imponenti tele che dominano la navata centrale ripercorrendo la storia longobarda, le gesta della regina Teodolinda e il fascino della Corona Ferrea. Firmati tra il 1697 e il 1704 dai grandi nomi del barocco lombardo come Sebastiano Ricci e Filippo Abbiati, i dipinti soffrivano per via di spessi strati di polvere depositati dal tempo.
L’intervento curato dallo Studio di Conservazione e Restauro Ilaria Bianca Perticucci non è stato solo un lavoro di spolveratura e recupero dei colori, ma una vera e propria «messa in sicurezza». Utilizzando una piattaforma aerea, i restauratori si sono spinti fino a 16 metri per valutare, per la prima volta in modo così ravvicinato, la tenuta delle tele e prevenire criticità future. È la filosofia della conservazione programmata: agire prima del danno e prevenire le emergenze. Un approccio caldeggiato dallo stesso presidente Fontana, per il quale prendersi cura del Duomo non è un semplice restauro, ma una responsabilità condivisa tra pubblico, privato e cittadini. Monsignor Marino Mosconi, arciprete del Duomo di Monza, vede nella nascita della Fondazione un’occasione provvidenziale per riattivare quel mecenatismo diffuso sul territorio che da secoli sostiene la cattedrale, permettendo a tutti di goderne il valore storico e spirituale: «La Basilica di San Giovanni Battista, Duomo di Monza, è espressione della fede di un popolo e accompagna l’origine e lo sviluppo della città. La sua vicenda straordinaria è un segno del ruolo che Monza ha assunto nella storia lombarda, italiana ed europea e indica la responsabilità della città, dei suoi cittadini e delle sue numerose imprese, per il futuro. Nel corso del tempo il Duomo è cresciuto con l’aiuto di tante istituzioni civili e religiose, ma oggi abbisogna di soggetti nuovi, che garantiscano il prosieguo di questa tradizione», ha dichiarato.
La partita per la salvaguardia del monumento è appena iniziata: terminato il lavoro sui Quadroni, il cronoprogramma dei prossimi mesi punta sulla messa in sicurezza della copertura del Duomo e sul delicato recupero degli antichi affreschi custoditi nel sottotetto, per garantire un futuro davvero solido al gioiello artistico, che è anche il cuore spirituale della città.
