Luigi Russolo nasce a Portogruaro nel 1885. Giovanissimo approda a Milano e frequenta gli studi degli artisti simbolisti e divisionisti che si riuniscono alla Famiglia Artistica e che condividono con lui la passione per le sedute spiritiche. Di sera si divide tra l’aristocratico Caffè Savini e le bettole di periferia dove si ritrovano anarchici e rivoluzionari. Russolo allora si avvicina alla tecnica incisoria e, tra il 1908 e il 1913, realizza una serie di acqueforti influenzate prima da inquietudini simboliste poi dalle tematiche futuriste, maturando una coscienza pittorica moderna tuttavia intrisa di rimandi fortemente esoterici.
Nel mentre lavora con la tecnica del bulino, Russolo studia fisica e affronta pure la pittura a olio in quadri come Lampi (1910), dipinto nel quale predominano scenari di periferie urbane e paesaggi industriali incasellati in cieli illuminati da una luce quasi metafisica. Cominciano così i primi studi dedicati alla raffigurazione del dinamismo, tratteggiando una pittura pionieristicamente astratta che lo porta ad aderire al movimento futurista e mossa dalla ricerca di una visione cromatica dei corpi in movimento che si distingue dagli stati d’animo di Umberto Boccioni e dall’astrattismo geometrizzante di Giacomo Balla, dando vita a una composizione di accordi cromatici, intrisa di riferimenti all’occultismo magico. Del resto, l’opera più rappresentativa del suo Futurismo è La musica (1911): dipinto che coniuga pittura, esoterismo, musica e movimento.
Nonostante i successi ottenuti da Russolo all’estero con il ciclo di esposizioni futuriste a Parigi, Londra e Berlino, questi decide di allargare l’orizzonte delle sue creazioni con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo della musica, e nel 1913, preannuncia
al musicista futurista Francesco Balilla Pratella l’avvento di una nuova era, quella dell’Arte dei rumori, grazie all’invenzione di una serie di strumenti chiamati Intonarumori, creati con l’aiuto dell’amico artista Ugo Piatti.
Il 2 giugno 1913 il primo Intonarumori è presentato al Teatro Storchi di Modena: è uno Scoppiatore. L’anno successivo, su Lacerba, viene pubblicato il primo spartito rumorista, Risveglio di una città, a dimostrazione che il rumore è diventato un elemento di studio scientifico e artistico in quanto dotato di purezza sonora e di espressività musicale. I concerti di Intonarumori, composti dai suoni di gorgogliatori, crepitatori, ululatori, rombatori, scoppiatori, sibilatori, ronzatori, stropicciatori e scrosciatori, suscitano scandalo ma ottengono un successo straordinario al Colyseum Theatre di Londra quando viene raggiunto il numero eccezionale di 30.000 spettatori paganti.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale i futuristi si arruolano tra le file del corpo dei Volontari Ciclisti Automobilisti. Russolo è al fronte assieme a Marinetti, Boccioni, Gino Severini e Antonio Sant’Elia e prende parte alle battaglie di Dosso Casina e di Dosso Remit, entrambi eroicamente strappati all’avanzata austriaca. In quel frangente il futurista portogruarese analizza le esplosioni delle granate, degli shrapnels e il suono delle raffiche delle mitragliatrici. Queste analisi lo portano a scrivere diversi articoli dedicati al rumorismo, in particolare al rumore nella guerra moderna, poi raccolti nel settembre 1916 nel volume intitolato L’Arte dei rumori. Con i concerti Russolo ottiene successi insperati soprattutto all’estero, e durante la tournée parigina «Récital Luigi Russolo» nel 1927, l’artista-inventore e musicista ha modo di incontrare un enigmatico personaggio che gli cambierà il corso della vita: il magnetista Guido Gherson Torre.
Negli anni Trenta Russolo si impegna in studi e letture di carattere esoterico che condivide con l’amico Thayaht (Ernesto Michahelles), il quale, in un disegno, Direttore d’orchestra, sembra rivelare i movimenti dell’amico compositore di rumori lasciando intuire le energie invisibili che lo ammantano nel mentre dirige un’orchestra di strumenti immaginari.
A partire dall’inizio degli anni Trenta, Russolo si dedicherà quasi esclusivamente alle ricerche paranormali. Grazie alle pagine dei Diari, raccolta di pensieri, considerazioni sulla forza vitale presente nella materia (da lui ritratta in opere come Lampi e nel dipinto futurista Linee-forze della folgore), descrizioni di esperimenti di magnetismo, riflessioni sull’arte, appunti di meditazione spiritualista, riferimenti ad autori teosofici e antroposofici, si è scoperto che Russolo s’impegna a leggere diversi testi iniziatici, come i saggi di Julius Evola e le riviste Ur e Krur da quest’ultimo dirette, sino a compiere veri esperimenti di magnetizzazione e di pranoterapia.
Nel 1933 Russolo si ritira a Cerro di Laveno dove conduce una vita ascetica e termina la stesura del trattato ermetico-filosofico Al di là della materia, che esce nel 1938. Affascinato dalla bellezza cristallina del Lago Maggiore, comincia un nuovo ciclo pittorico che definisce «classico-moderno». I soggetti sono paesaggi naturali, tramonti, montagne e alberi che al di là dell’apparenza custodiscono immagini criptiche, raffigurazioni della natura segreta dell’animo umano traslato in forme di alberi, in arbusti piegati dal vento in maniera quasi innaturale.
