Nei giorni in cui l'Italia celebra la Festa della Repubblica, riflettere sul significato del Tricolore significa interrogarsi sulle radici stesse della nostra identità democratica.
Oggi la bandiera italiana appare un simbolo naturale e condiviso della comunità nazionale, ma il suo percorso storico è stato lungo e complesso, intrecciato alle vicende politiche, istituzionali e costituzionali che hanno accompagnato la costruzione dello Stato unitario e della Repubblica.
A ricostruire questa storia è Maria Teresa Antonia Morelli, docente di Storia delle istituzioni politiche presso l'Università degli Studi Link di Roma, nel volume Il Tricolore della Repubblica. Una storia istituzionale, recentemente pubblicato dalla storica casa editrice Studium nella collana “Universale”.
Il volume ricostruisce, con rigore storiografico e sulla base di un’ampia ricerca archivistica, la vicenda del Tricolore italiano dalle sue origini fino all’età contemporanea, seguendone l’evoluzione simbolica, politica e istituzionale nel quadro dei processi che hanno accompagnato la costruzione dell’identità nazionale e repubblicana.
La pubblicazione di questo saggio acquista un significato particolarmente rilevante oggi, 2 giugno, Festa della Repubblica italiana e ricorrenza di uno snodo decisivo della sua storia costituzionale.
Il referendum istituzionale del 1946, svoltosi contestualmente all’elezione dell’Assemblea costituente avvenuta con suffragio universale esteso anche alle donne, segnò il passaggio dalla monarchia alla Repubblica e inaugurò una fase di ricostruzione democratica dello Stato nel difficile contesto del Secondo dopoguerra, dopo la frattura prodotta dal fascismo.
In questa prospettiva, la bandiera viene presentata come simbolo della continuità storica della nazione, nonché come emblema della sua ridefinizione in senso democratico.
L’indagine, che prende avvio dal 6 novembre 1796, data della prima attestazione documentata dell’impiego del Tricolore quale insegna dei reparti militari italiani affiancati alle armate napoleoniche durante la prima campagna d’Italia, si estende fino ai nostri giorni.
Particolare attenzione viene riservata nell’ultimo capitolo alla presidenza della Repubblica di Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006), a cui si deve la definitiva riappropriazione popolare e istituzionale della bandiera, così come alle ultime pronunce della Corte costituzionale sul tema, in particolare la sentenza n. 183 del 2018.
La prefazione al volume è firmata da Francesco Bonini, docente di Storia delle istituzioni politiche e Rettore della LUMSA, che propone una riflessione di ampio respiro storico-costituzionale sul significato del Tricolore nella vicenda nazionale italiana.
Attraverso una lettura attenta del processo di “costituzionalizzazione” della bandiera, Bonini ne ricostruisce l’evoluzione simbolica e istituzionale, collocandola in una prospettiva comparata che richiama, in particolare, il caso paradigmatico del Belgio e l’esperienza francese.
In quest’ottica, l’approdo del Tricolore all’articolo 12 della Costituzione repubblicana appare tutt’altro che una mera formalizzazione normativa: esso rappresenta, piuttosto, il riconoscimento costituzionale di un simbolo capace di condensare memoria storica e appartenenza civile. La bandiera viene così interpretata quale espressione di quella civic culture che accompagna i processi di legittimazione democratica e di costruzione dell’identità nazionale nello spazio pubblico contemporaneo.
La struttura del volume si articola in due grandi sezioni tematiche, che si sviluppano attraverso il flusso dei sette capitoli che compongono il testo.
Nella prima parte, l’attenzione dell’autrice è rivolta alle scelte dell’Assemblea costituente e ai processi che condussero alla definizione della bandiera e dell’emblema della Repubblica.
La seconda parte indaga invece la fase dell’attuazione costituzionale, affrontando le politiche istituzionali, la normativa sull’esposizione della bandiera e sul vilipendio, l’incontro con i simboli dell’Unione Europea, fino alla successiva istituzione della Festa della bandiera.
Questo saggio aiuta a comprendere che il Tricolore italiano è anzitutto un simbolo che supera le divisioni politiche per farsi “segno rappresentativo condiviso di unità, solidarietà e uguaglianza”.
Come dimostrano le fonti citate all’interno dell’opera, la bandiera italiana ha avuto un ruolo attivo come cuore pulsante di una moderna “religione civile”, capace di generare un diffuso senso di appartenenza e orgoglio civico.
Il merito principale del volume di Morelli consiste nel mostrare come il Tricolore non sia soltanto un emblema formale dello Stato, ma un elemento centrale della cultura civica italiana. Attraverso oltre due secoli di storia, la bandiera ha accompagnato i momenti decisivi della vicenda nazionale, divenendo il punto di incontro tra memoria storica, appartenenza collettiva e principi costituzionali. Un filo rosso che collega il Risorgimento, la Resistenza e la Repubblica e attorno al quale si è costruita l’identità democratica del Paese. La sua presenza accanto alla bandiera europea non ne attenua il significato, ma testimonia la capacità di un simbolo nazionale di dialogare con una più ampia comunità di valori.
Per
questo Il Tricolore della Repubblica non è soltanto una ricostruzione storica rigorosa, ma anche un invito a riscoprire il significato civile di uno dei simboli più rappresentativi della nostra vita costituzionale.