A ottocento anni dalla sua morte, il messaggio di San Francesco d’Assisi continua a trovare spazio nella società contemporanea. Non soltanto attraverso la spiritualità e la storia dell’arte, ma anche nel rapporto tra economia, solidarietà e attenzione verso le persone più fragili. È proprio questo il filo conduttore delle due mostre promosse dalla Fondazione Roma a Palazzo Sciarra Colonna, nella Capitale, visitabili fino al 10 gennaio 2027.
Due percorsi distinti, ma strettamente collegati, che raccontano l’eredità del Poverello di Assisi attraverso opere d’arte, documenti storici e iniziative rivolte alla comunità. Il primo, intitolato “Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità”, è curato da Alessandro Zuccari e riunisce 28 opere che ripercorrono l’evoluzione della rappresentazione del santo nel corso dei secoli.
Tra i lavori esposti figurano il “San Francesco in meditazione” di Caravaggio e le interpretazioni di Tiziano ed El Greco dedicate all’episodio delle stimmate. Accanto ai grandi maestri del passato trovano spazio anche Federico Barocci e l’arte contemporanea, rappresentata da Omar Galliani con “Il Nuovo Cantico”.
Particolare attenzione è riservata al recupero del patrimonio artistico. Grazie agli interventi sostenuti dalla Fondazione Roma, tornano infatti visibili al pubblico opere di Ludovico Carracci, Gerolamo Muziano e Biagio Miniera. Un lavoro di conservazione che richiama uno degli aspetti centrali dell’insegnamento francescano: la responsabilità di custodire e prendersi cura di ciò che ci circonda.
Ma l’iniziativa non si limita alle sale espositive. Gli studenti del Liceo Artistico Via di Ripetta realizzeranno un’opera dedicata a San Francesco, destinata successivamente al Villaggio Fondazione Roma, struttura rivolta alle persone affette da Alzheimer e Parkinson. Previsti anche un itinerario urbano alla scoperta dei luoghi francescani meno conosciuti della Capitale e un progetto sperimentale per rendere la fruizione culturale più accessibile alle persone con disabilità sensoriali e cognitive, ai migranti e a chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alla cultura.
La seconda esposizione, “Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà”, curata da Fra Lorenzo Turchi, affronta invece un aspetto meno conosciuto dell’eredità francescana: il suo contributo alla storia economica e sociale. Attraverso documenti dell’Archivio storico della Fondazione Roma e materiali concessi da importanti istituzioni, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana, viene ricostruita la nascita dei Monti di Pietà.
Queste istituzioni, sviluppatesi nel Quattrocento soprattutto grazie all’attività dei frati francescani dell’Osservanza, avevano l’obiettivo di contrastare l’usura e offrire forme di credito alle persone economicamente più vulnerabili. Un modello nel quale l’aiuto non si esauriva nell’assistenza, ma cercava di offrire strumenti concreti per recuperare indipendenza e dignità.
È proprio su questo legame tra passato e presente che insiste il presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi, sottolineando come le due esposizioni restituiscano una visione completa dell’eredità di Francesco: da una parte la valorizzazione artistica e culturale, dall’altra una concezione della società fondata sulla solidarietà e sull’attenzione ai bisogni delle persone.
Un messaggio che, otto secoli dopo, non appartiene soltanto alla storia religiosa, ma continua a interrogare il modo in cui una comunità si prende cura dei propri cittadini.
