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Carnevale di Viareggio, la festa della grafica

Non solo carri, satira e colori; ma anche creatività. Un trionfo di riviste, manifesti e maschere d'artista

Carnevale di Viareggio, la festa della grafica

Quando, nel febbraio del 2023, mia sorella Elisabetta allestì alla Galleria d'Arte moderna e contemporanea «Lorenzo Viani» di Viareggio una esposizione dedicata alla rivista Linus, in occasione del 150º Carnevale, ebbi l'opportunità di avvicinarmi più a fondo ai vari aspetti della manifestazione. Tra questi, la grafica - che fino ad allora avevo considerato secondaria - si rivelò invece un elemento decisivo, capace di restituire, attraverso le immagini, la complessità culturale e simbolica del Carnevale stesso. Da questa esperienza prese avvio una riflessione più ampia sul ruolo dell'immagine nella costruzione dell'identità della festa viareggina. Fortunato Depero giunge a Viareggio nel 1918, mentre il Futurismo si trova in una fase di trasformazione. Da avanguardia militante sta diventando un linguaggio applicabile, capace di permeare la grafica, il teatro, la pubblicità e lo spettacolo.

In quegli stessi anni, anche Viareggio cambia volto. Nasce la città moderna, destinata a imporsi come Perla del Tirreno nell'immaginario collettivo e a diventare un punto di riferimento per il mondo culturale italiano e internazionale. In questo scenario, il Futurismo si fa immagine, forma sintetica, maschera moderna. A Viareggio si possono cogliere alcune assimilazioni dirette del movimento, ma si tratta di una presenza ancora episodica, più intuita che dichiarata. Con la nascita della nuova Viareggio, anche il Carnevale si trasforma. Acquisisce rilievo nazionale e si dota progressivamente di strumenti comunicativi più efficaci. Attorno ai carri e alle mascherate prende forma una produzione grafica articolata e vivace: bozzetti pubblicati sulla rivista ufficiale Viareggio in maschera, illustrazioni per i programmi, cartoline, manifesti, copertine di spartiti musicali, inserti

pubblicitari. Colpisce oggi la coerenza visiva di questo materiale: ogni immagine ha una funzione precisa, costruisce attesa, orienta lo sguardo, suggerisce un'identità. Inizialmente prevale un gusto tardo-liberty, elegante e decorativo, dominato da linee sinuose, motivi floreali e tratti curvilinei, come nella copertina del 1924, con la mascherina drappeggiata a coup de fouet. Più che un ritardo stilistico, si tratta di una scelta coerente con l'immagine di Viareggio come città del piacere e della villeggiatura. Il 1925 segna una svolta con l'istituzione del concorso per il «cartello-réclame»: la grafica carnevalesca cambia ritmo, il tratto si semplifica e mira all'impatto visivo. Il manifesto inaugurale, firmato da Guglielmo Lippi Francesconi, presenta figure danzanti, vivaci e dinamiche. Seguono, tra il 1926 e il 1928, le proposte di Lucio Venna e Virginio Bianchi, con variazioni sul tema del Pierrot - uno che naviga su una chitarra, un altro intento a suonare - fino ai tre suonatori di ascendenza futurista firmati ancora da Venna. Nel 1929, Roger (pseudonimo attribuito a Ruggero Alfredo Michahelles) introduce una maschera stilizzata con tamburo, mentre nel 1930 Umberto Spironello chiude la decade con una figura che cavalca un delfino, evocando l'immaginario marino della città. I manifesti di quegli anni sembrano collocarsi in una fase di transizione: non ancora pienamente d'avanguardia, ma già consapevoli del potenziale comunicativo dell'immagine. Emblematica, in tal senso, è la «Prima mostra della réclame italiana» allestita nel 1928 nei locali della Lega Navale. L'evento rivela una città in grado di parlare attraverso le immagini e pronta a confrontarsi con un linguaggio grafico moderno e nazionale. Il concorso per i manifesti cresce rapidamente: nel 1926 partecipano oltre quaranta artisti, con più di cinquanta bozzetti esposti. Aumenta la qualità, cresce l'ambizione. Sebbene la piena affermazione a livello nazionale rimanga incompiuta, prende forma una stagione di grande dignità progettuale, in cui il Carnevale viene concepito come sistema visivo complesso, e non più come semplice evento cittadino. In questo scenario si inserisce la figura centrale dell'artista viareggino Uberto Bonetti (1909-93). La sua opera non deriva direttamente

da Depero, né può essere letta come una prosecuzione personale del Futurismo. Piuttosto, Bonetti rappresenta il risultato maturo di un percorso in cui le istanze futuriste, ormai interiorizzate nel linguaggio grafico dell'epoca, si adattano alle specificità del Carnevale viareggino. Formatosi in un ambiente fertile per la sperimentazione - tra grafica, caricatura, manifesto e bozzetto carnevalesco - Bonetti elabora un linguaggio sempre più sintetico e dinamico, calibrato sullo spazio urbano e sulla festa collettiva. Dai cartelli pubblicitari dei primi anni Trenta fino al manifesto del 1931, concepito l'anno precedente, si osserva una progressiva distillazione formale. In questo contesto nascono Burlamacco e Ondina, futuri simboli ufficiali del Carnevale, formalizzati nel 1940. Burlamacco non è da intendersi come maschera futurista, ma come figura capace di mediare tra tradizione locale e modernità: il genius loci marinaro e balneare si intreccia con suggestioni sartoriali di Thayaht e strutture tipiche del lessico futurista. Questi elementi, ben visibili nei disegni preparatori, vengono rielaborati in una forma destinata alla riproduzione e alla riconoscibilità. La sintesi definitiva compare dunque nel manifesto del 1931, destinato a fissare il volto visivo del Carnevale di Viareggio. Il progetto doveva essere «nuovo, ma non estremo»: una formula che, riletta oggi, svela il lungo processo di mediazione e stratificazione da cui nasce Burlamacco. Un'eredità che ancora oggi caratterizza l'identità visiva della manifestazione.

Negli anni recenti, sotto l'attenta e appassionata presidenza dell'amica Maria Lina Marcucci, questa tradizione è stata rilanciata come progetto culturale vivo, capace di tenere insieme memoria storica e visione contemporanea.

È in questa continuità, tra memoria e rinnovamento, che il Carnevale di Viareggio si conferma oggi come una delle manifestazioni culturali più rilevanti d'Europa. Oggi comincia il Carnevale di Viareggio. Non perdetevelo!

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