Alla Asl nessuno sa come si portano i bambini a scuola

Le frasi da passare con l’evidenziatore sono due: «È l’unica professionista che possiede le competenze, il know how specifico e la rete di contatti che costituiscono fattori indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi». E poi: «Non risultano presenti in dotazione organica le risorse umane in grado di garantire l’espletamento delle attività connesse al progetto di cui si tratta». In buona sostanza: ecco perché la Asl 3 ha bisogno di reclutare un «consulente» esterno e pagarlo extra. E allora veniamo alla domanda principale: cosa c’è da fare di tanto speciale che nessun dipendente della Asl sia in grado di fare? In tutta la Asl non c’è nessuno che possa far andare i bambini a scuola a piedi.
Mica tutti sono capaci di convincerli a lasciare la bici a casa, o a non prendere lo scuolabus, o a farsi accompagnare dai genitori. È pur vero che questa fissazione che i bambini devono per forza andare a scuola a piedi è venuta a qualche geniaccio della Regione, che ha deciso di investire i fondi europei per la «sorveglianza e prevenzione degli incidenti» inventandosi il progetto «Pedibus». Ma è altrettanto vero che la Asl 3, destinataria di una parte delle sovvenzioni (nella fattispecie 28mila euro arrivati dalla Regione), abbia deciso (...)