Nessuna condanna: si è chiuso così il processo a Bologna nei confronti di sei attivisti anarchici accusati a vario titolo di danneggiamento e interruzione di funzione religiosa per fatti risalenti al 2022 nel nome di Alfredo Cospito, che in quel periodo era nel pieno dello sciopero della fame. La Procura aveva chiesto la condanna per una degli imputati ad 1 anno e 6 mesi per il danneggiamento dei ripetitori di Monte Capra, che furono dati alle fiamme nella notte ricalcando quanto fatto già alcuni anni prima, nel 2018, per i ripetitori televisivi di Monte Donato. Nonostante le rivendicazioni presenti nel luogo dell’incendio portassero alla causa anarchica, con tanto di scritte, nemmeno per Monte Capra ci sono state condanne.
Gli altri imputati nel processo di Bologna erano accusati dell'irruzione nella chiesa del Sacro Cuore di via Matteotti, in Bolognina, e di essere saliti su una gru in piazza della Mercanzia. L’evento più choccante è stato proprio quello in Bolognina, dove degli attivisti hanno interrotto l’omelia del parroco per distribuire volantini riguardanti l’odio per le carceri e la richiesta di liberazione per Cospito. Il fatto destò molto scalpore in quei giorni, anche perché fecero irruzione con un megafono, non lesinando parole sgradevoli nei confronti dei presenti. “Sono entrati, hanno blaterato qualcosa con un megafono, hanno lanciato volantini. Mi chiedo, cosa c’entriamo noi con le loro proteste”, si era chiesto il parroco don Massimo Setti dopo l’azione. È stato lui a sporgere denuncia contro gli anarchici e, a 4 anni di distanza, col senno del poi avrebbe anche potuto non agire, visto com’è finita.
Il giudice del Tribunale di Bologna, Nicolina Polifroni, infatti, ha assolto tutti gli imputati per “non aver commesso il fatto” o perché “il fatto non sussiste”. Era stata la stessa procura a chiedere l’assoluzione per gli imputati. Lo stesso Cospito, nel nome del quale sono state compiute le azioni, è stato sentito in udienza come testimone, in videocollegamento dal carcere di Sassari dove si trova recluso. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Mattia Maso, Ettore Grenci e Daria Mosini.
Le motivazioni della sentenza dovranno essere depositate entro 90 giorni, quindi al momento non è possibile conoscere la ratio che ha guidato prima la richiesta del pm e poi la decisione del giudice nella sua sentenza. Sta di fatto che, ancora una volta, violenze e prepotenze da parte di soggetti anarchici restano senza colpevoli riconosciuti.