Le forze dell'ordine sono riuscite a rintracciare il responsabile del furto dell'auto di Rita Dalla Chiesa. Dopo mesi di indagini e di ricerche, il soggetto è stato individuato e arrestato: si tratta di un filippino di 41 anni. Il furto risale al maggio del 2025 e ha fatto molto clamore, perché l'automobile rubata – una Micra rossa – aveva soprattutto un valore sentimentale. Si trattava infatti della vettura che lo scomparso Fabrizio Frizzi aveva fatto all'ex moglie Rita Dalla Chiesa.
La Micra si trovava posteggiata in via Ronciglione, zona Roma Nord, quando venne portata via. Il ladro riuscì a manomettere il cancello automatico della casa di Rita Dalla Chiesa e ad introdursi nell'abitazione. Raggiunta la zona dei box auto, trovò la vettura e la portò via. Non si limitò solo a questo: stando alle ricostruzioni, privò un'altra auto degli pneumatici.
La scomparsa dell'auto fu un grandissimo dolore per la conduttrice, che lanciò un appello social per chiedere la restituzione dei veicolo regalatole dall'ex marito. Le sue parole riuscirono a smuovere qualcosa nell'animo del ladro che, sentendosi evidentemente in colpa, restituì l'auto, facendola trovare due giorni dopo nell'esatto punto in cui l'aveva presa.
Rita Dalla Chiesa diede poi la bella notizia sui suoi profili social, postando una foto della Micra e un messaggio: "È tornata a casa, stanotte me l'hanno lasciata davanti al cancello! Una vita insieme dal 1997. Grazie a tutti voi". Nonostante la spontanea restituzione, le indagini sono proseguite. I carabinieri hanno esaminato con attenzione tutti i filmati estrapolati dalle videocamere di sorveglianza presenti nella zona. Il ladro viene visto entrare a piedi nel condominio in cui vive Dalla Chiesa e portare via l'auto nella notte tra il 2 e il 3 maggio. L'uomo è stato poi immortalato una seconda volta al momento della restituzione.
A incastrarlo definitivamente è stato il suo DNA, lasciato su una bottiglietta rimasta a bordo della Micra rossa. A quanto pare all'inizio il profilo genetico isolato non aveva dato alcun riscontro, ma dopo qualche mese è arrivata la corrispondenza, indicata dal dipartimento della pubblica sicurezza, con un soggetto che si trova già ristretto agli arresti domiciliari.
Sul cellulare dell'uomo, sequestrato dagli inquirenti, ulteriori elementi che lo identificano come l'autore del furto dell'auto. Per queste ragioni, lo scorso aprile il giudice per le indagini preliminari Paola Petti ha disposto nei confronti dell'uomo, un filippino di 41 anni, la custodia cautelare in carcere.