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Bagni woke con alieni e sirene: esplode la polemica in una scuola a Grosseto

Il caso all’Its Eat: adesivi “inclusivi” sui servizi igienici. Rossi (FdI) all'attacco: “Ideologia radical chic”

La foto pubblicata su Facebook dall’assessore Alessandra Nardini
La foto pubblicata su Facebook dall’assessore Alessandra Nardini
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A Grosseto la nuova frontiera dell’inclusione passa anche dai bagni. Non bastavano più i simboli tradizionali, quelli che da sempre indicano uomini, donne e persone con disabilità. All’Its Eat, l’istituto tecnologico superiore dedicato a enogastronomia, accoglienza e turismo ospitato nell’ex centro per l’impiego alla Cittadella dello studente, sulle porte dei servizi igienici sono comparsi anche Batman, un alieno, una sirena e una donna incinta.

La trovata ultra-woke, riporta La Nazione, servirebbe a comunicare inclusione e accessibilità universale. In realtà sembra l’ennesimo cedimento a quel linguaggio simbolico e ideologico che pretende di riscrivere anche gli spazi più elementari della vita quotidiana. Quegli adesivi sarebbero lì da oltre un anno, ma il caso è esploso solo adesso, dopo il post pubblicato su Facebook dal deputato di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi. L’esponente meloniano ha condiviso la foto delle porte accompagnandola con un commento destinato a far discutere: “Direbbe il poeta: non so se il riso o la pietà prevale. Provincia di Grosseto, cittadella dello studente”. In poche ore il post è diventato virale, tra ironie e reazioni politiche.

A stretto giro è arrivata la replica del presidente della Provincia Francesco Limatola: “L’onorevole Rossi dovrebbe preoccuparsi un po’ di più di dare risposte ai territori e un po’ meno di inseguire un maldestro tentativo di fare il fenomeno sui social. Quegli spazi sono stati realizzati con un’idea semplice ma importante: fare in modo che ogni persona possa sentirsi accolta, rispettata e libera di vivere un ambiente formativo senza disagio o discriminazioni”.

Una difesa che non ha spento la polemica. Anzi, Rossi ha rilanciato accusando Limatola di essere “suddito della cultura woke” e di voler trasformare “le porte di un gabinetto in una crociata ideologica”. Il deputato di Fratelli d’Italia ha parlato di “ideologia radical chic con animaletti strani”, ricordando che la Provincia dovrebbe concentrarsi “su viabilità, edilizia scolastica e strutture fatiscenti” più che sui cartelli dei bagni. Poi l’attacco politico, rivolto anche all’elettorato cattolico e moderato del centrosinistra: “Mi chiedo, e chiedo a tutti quei cattolici democratici e ai cristiani che ancora credono in certi valori e che in passato hanno riposto fiducia nel centrosinistra: come fa il presidente Limatola a guardarvi in faccia e a chiedervi consenso? Pur di apparire ‘simpatico’ ai piani alti della sua segreteria politica, il presidente Limatola preferisce ammorbare i giovani che frequenteranno la Cittadella dello studente anche quando frequenteranno i luoghi per i loro bisogni fisiologici”.

A difendere i bagni gender neutral è intervenuta anche l’assessore regionale alla Scuola Alessandra Nardini, trasformando il caso in uno scontro ideologico a tutto campo: “L’attacco ridicolo del Deputato di FdI Fabrizio Rossi ai bagni gender neutral dell’ITS EAT a Grosseto è l’ennesima prova dell’ossessione ideologica della destra. Davvero il problema sarebbero bagni pensati per riconoscere ogni persona? Io sto convintamente dalla parte di chi costruisce spazi accoglienti, che rispettino tutte le identità, non di chi agita fantasmi ‘woke’ per alimentare la paura e perché in realtà vuole mantenere un mondo pieno di discriminazioni. Basta farsi un giro in tutta Europa per vedere quanto siano ormai diffusi, mentre qui la destra porta ancora avanti polemiche squallide e strumentali. Io invece penso che tutte le iniziative che possano consentire ad ogni persona, ogni corpo e ogni identità, di essere riconosciuta, di vivere ogni spazio come sicuro, sia la benvenuta ed è anche per questo che, come Assessora regionale, il 13 giugno sarò proprio a Grosseto, per il Toscana Pride”.

L’assessore ha poi rincarato la dose: “Discriminare è il punto numero uno del programma politico della destra ma non glielo consentiremo. Coloreremo Grosseto e la Maremma con i colori dell’arcobaleno, se ne faccia una ragione Fabrizio Rossi”.

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