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Cara Delia, il problema non è il partigiano ma il Vespro siciliano

Nel motivare la scelta di cambiare la canzone Bella Ciao, la cantante incorre in un errore storico e concettuale che un siciliano non si può permettere. Ecco quale

Cara Delia, il problema non è il partigiano ma il Vespro siciliano
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Visto che le parole sono importanti, per citare Nanni Moretti, uno dei mostri sacri di quella sinistra che adesso si affretta a condannare l’infausta scelta della cantante Delia Buglisi di sostituire nella canzone Bella Ciao la parola partigiano con essere umano, ecco, visto che le parole sono importanti, vorrei spostare l’attenzione su altre parole utilizzate e scritte nero su bianco sul profilo ufficiale della cantante e sperare che a farlo non sia stata lei in persona ma un ignorante ghost writer o un distratto social media manager.

Sì, perché se eliminare il termine partigiano è comprensibile che abbia urtato la sensibilità di un mondo che considera quella parte di storia inviolabile, quella canzone intoccabile e quella narrazione insindacabile (ma si potrebbe anche discutere della shitstorm che sta investendo la cantante e degli altissimi livelli di bodyshaming e delle offese personali discutibili di cui è bersaglio, ma anche questa è un’altra storia), senza considerare poi al contempo un piccolo appunto sul fatto che prima anche solo di pensare di compiere una scelta del genere ci vorrebbe tanta umiltà e capacità di comprendere chi sei e a che punto sei del tuo percorso professionale, qui il punto è un altro e forse ancora più importante in un momento storico in cui quello che veicoli sui social non teme esercizi di verifica né di analisi ma si autospaccia come verità assoluta: parlo di quello che Delia Buglisi ha scritto sul profilo social per motivare la sua iniziativa e che riporto fedelmente:

“Sei mesi fa, a X Factor, con questa canzone ho riportato alla luce una pagina nera della storia siciliana, quella dei Vespri siciliani: un vero e proprio sterminio del mio popolo”.

Ecco, cerchiamo per favore di esseri umani ma non ignoranti. Perché quella che viene definita “pagina nera della storia siciliana” al contrario è stata una delle pagine più coraggiose che il popolo siciliano abbia mai scritto.

Una pagina di rivolta popolare contro il dominio angioino (francese) iniziata a Palermo nel 1282 e durante la quale vennero uccisi migliaia di francesi oppressori presenti sull’isola e no, non si trattò affatto di un vero proprio sterminio del tuo popolo, cara Delia, che fino a prova contraria sei siciliana anche tu. Quindi, per cortesia, correggi quel post ed elimina pure un’altra parola, anzi due: nera e sterminio. Per amore di verità storica, almeno. E stai tranquilla, questa volta la piazza dei contestatori sarà vuota.

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