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Maldive, dentro la grotta dove sono morti i sub italiani: ecco le prime foto

Sami Paakkarinen, il sub finlandese che ha recuperato i corpi ha pubblicato le immagini della grotta Kandu: dall'ingresso agli spazi interni

Maldive, dentro la grotta dove sono morti i sub italiani: ecco le prime foto
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Le immagini all'ingresso della grotta dove ancora è visibile la luce. Poi, l'azzurro sempre più intenso, fino al buio. Sami Paakkarinen, il sub finlandese che, insieme ai colleghi Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, ha recuperato i corpi dei cinque italiani morti nella grotta delle Maldive, ha pubblicato sul profilo Instagram di Dan Europe, organizzazione che ha attivato il team di esperti, le prime immagini della grotta Kandu dove sono stati ritrovati i corpi dei nostri connazionali.

"Alla porta della grotta. Le prime immagini sorprendenti del sistema di grotte, catturate durante l'ultimo tuffo della missione di Sami Paakkarinen per Dan. Per la prima volta, le foto mostrano il team di soccorso che opera all'interno della sezione iniziale della grotta, dove la luce naturale filtra ancora attraverso l'ingresso prima che il sistema scenda nell'oscurità.
Onore ai soccorritori e al team. Una preghiera per le vittime e i loro cari", si legge nel primo post che accompagna la prima carrellata di immagini.

Subito dopo, è stato pubblicato un secondo post con le immagini delle "sezioni interne più confinate della grotta, dove la visibilità può scomparire rapidamente a causa di sedimenti corallini disturbati e la navigazione diventa più complessa. Questi sono gli ambienti in cui il team di soccorso ha operato durante la missione di ricerca e recupero degli ultimi giorni".

I corpi erano tutti insieme in una porzione della grotta. "Siamo stati molto sollevati quando li abbiamo trovati perché siamo stati molto tempo nella prima immersione senza individuarli e stavamo cominciando a pensare che non fossero più lì. C'è stato quindi sollievo pensando che li avremmo recuperati e portati in superficie", ha raccontato all'Ansa Sami Paakkarinen.

"La grotta - ha spiegato il subspeleologo - è molto profonda, 60 metri; non è molto lunga, circa 200 metri, ma è molto impegnativa. Ne abbiamo esplorato di più lunghe e più profonde, ogni grotta è un ambiente rischioso ma io definirei questa molto impegnativa". Avendo verificato le caratteristiche della cavità sottomarina, ha proseguito Sami, "la priorità è stata la sicurezza di noi sub. Non volevamo che capitassero incidenti durante il recupero dei corpi".

Il team non si sbilancia su cosa è successo al gruppo di italiani che sono rimasti intrappolati in un anfratto del secondo ambiente della grotta. Probabilmente si sono persi non essendo riusciti ad imboccare il corridoio per tornare dalla seconda alla prima camera, quella aperta all'esterno. Ed hanno finito l'aria nelle bombole, da 12 litri, adatte ad immersioni ricreative. L'esperto finlandese ha quindi una raccomandazione da fare al governo maldiviano: "deve prendere seriamente quello che è accaduto.

Bisogna definire bene le immersioni ricreative e quelle tecniche e condividere le informazioni, che è il modo migliore per prevenire questi incidenti. Quindi bisogna mappare la grotta, dare le informazioni corrette e richiedere che l'immersione va fatta con l'equipaggiamento adeguato ed il giusto addestramento perché sia sicura".

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