L'Oscar, il teatro: Ginger Rogers, storia di un'icona

Grintosa e ambiziosa, sensuale e carismatica, ma anche pioniera dei diritti delle donne a Hollywood: Ginger Rogers ha scritto pagine importanti della storia del cinema

L'Oscar, il teatro: Ginger Rogers, storia di un'icona

Una stupenda ballerina ma soprattutto una straordinaria attrice, leggiadria e sensualità unite a una naturalezza unica, ma anche pioniera dei diritti delle donne a Hollywood. Ginger Rogers ha tracciato un solco nella storia del cinema e non solo per il sodalizio con Fred Astaire: la sua voglia di mettersi in gioco e la sua caparbietà l'hanno aiutata a scrivere pagine importanti della storia dell'arte scenica. Un personaggio frizzante a tutto tondo, come testimoniato dalla vita privata a dir poco movimentata: cinque matrimoni e cinque divorzi. Un'unica stella polare: la libertà.

Una vita nel segno dell'arte

Ginger Rogers, pseudonimo di Virginia Katherine McMath, nasce a Independence, Missouri, il 16 luglio del 1911, figlia unica di William McMath e Lela Emogene Owens. La futura stella di Hollywood vive un'infanzia piuttosto travagliata: i genitori divorziano e la madre ottiene l'affidamento dopo diverse battaglie. Nel mentre, la piccola viene sballottata per mezza America. È proprio la madre - sceneggiatrice, critica teatrale e scrittrice di commediole - a spingere la figlia verso la carriera artistica.

Una volta rientrata da Hollywood, la madre presenta a Ginger Rogers famosi artisti di spettacoli locali e la svolta arriva quando ha poco più di dieci anni. A Fort Worth, Texas, dove vive con la madre e il suo nuovo marito John Logan Rogers (prenderà il suo cognome), arriva la compagnia di Eddie Foy, commediografo alla ricerca di una prima ballerina dopo una serie di defezioni. Il ruolo va proprio a lei, che nel frattempo ha iniziato a studiare. A 14 anni vince un torneo di charleston e ottiene un contratto di un mese per una tourneè di vaudeville. Ma è solo l'inizio.

All'età di 16 anni Ginger Rogers è già una ballerina di charleston di livello mondiale. Dopo tanta fatica e tanto sudore, il meritato successo. Si abitua rapidamente alle luci della ribalta e alla fine degli anni Venti inizia il suo cammino verso il successo. Nel 1929 ottiene un ruolo nella commedia musicale di Broadway "Top Speed" e viene notata dal compositore George Gershwin che la sceglie per il musical di Broadway "Girl Crazy": alle coreografie lavora Fred Astaire, il primo incontro con l'uomo con cui condividerà numerosi successi di critica e di pubblico.

Il successo sul grande schermo

Ginger Rogers e Fred Astaire

La performance in "Girl Crazy" permette a Ginger Rogers di acquisire enorme notorietà. Dopo qualche apparizione in cortometraggi, firma un contratto con la Paramount e gira cinque lungometraggi: piccoli ruoli ma decisivi per la sua formazione. Da "Gioventù di Manhattan" a "Follow the Leader", l'attrice affina le sue qualità artistiche e conferma la sua grande presenza scenica. Tra il 1931 e il 1932 partecipa a diverse pellicole, ma un significativo salto di qualità arriva nel 1933 grazie a "Quarantaduesima strada" di Lloyd Bacon. Ginger Rogers riesce a dimostrare il suo talento comico, che le permetterà di vestire i panni di personaggi vivaci e impertinenti. E la sua esuberanza conquista il pubblico.

Sempre nel 1933 Ginger Rogers gira "Carioca" di Thornton Freeland, condividendo il set con Fred Astaire. La parte le viene affidata last minute, un ruolo secondario che però ammalia critica e pubblico anche grazie alla sorprendente alchimia con Astaire, tanto da oscurare i veri protagonisti Gene Raymond e Dolores del Rio. Quando ballano insieme, in questo caso la samba, scatta qualcosa di unico e la casa di produzione Rko coglie la palla al balzo: in cantiere diversi musical, tutti con protagonisti Ginger & Fred.

Il boom di Ginger Rogers & Fred Astaire

Ginger Rogers vuole affermarsi anche in ruoli drammatici, ma il ritorno sul set al fianco di Astaire è inevitabile. Il secondo film insieme è "Cerco il mio amore" di Mark Sandrich (1935), che diventa subito un simbolo dei musical degli anni Trenta. La pellicola sbanca il botteghino, il messaggio del pubblico è chiaro: nonostante le trame piuttosto semplice e prive di ambizioni, balli e musiche conquistano la scena. Se Astaire è un maestro della danza, la Rogers non è da meno, compensando lo squilibrio tecnico con l'energia e la sensualità.

Da "Roberta" di William A. Seiter a "Cappello a cilindro" di Mark Sandrich, passando per "Follie d'inverno" di George Stevens: Ginger Rogers e Fred Astaire sfoggiano numeri di ballo straordinari e innovativi - con le musiche composte da grandi nomi come Irving Berlin e George Gershwin - nonché una sintonia che entrambi non riusciranno a eguagliare con altri partner. Piuttosto sempliciotti, questi film regalano momenti di evasione al pubblico statunitense in un periodo particolarmente delicato. La Rogers entra facilmente nel cuore di grandi e piccini perché viene vista come la tipica ragazza americana, emblema della genuinità.

Tra nuove sfide e l'Oscar

Ginger Rogers e Fred Astaire

Nel 1939 termina la collaborazione con Fred Astaire con il film "La vita di Vernon e Irene Castle" di H. C. Potter e Ginger Rogers punta ad affermarsi come attrice drammatica. Dopo l'ottima commedia amara "Palcoscenico" di Gregory La Cava con Katharine Hepburn e Lucille Ball, arriva la consacrazione grazie alla sua interpretazione nei panni di una ragazza madre in "Kitty Foyle, ragazza innamorata" di Sam Wood: la Rogers viene premiata con l'Oscar alla migliore attrice, superando Bette Davis e la già citata Katharine Hepburn.

Sfruttando la popolarità acquisita con i musical, Ginger Rogers si cimenta in commedie e drammi, dimostrando di essere un'attrice di qualità e versatile. L'amore del pubblico le consente di ottenere un altro traguardo importante: a metà degli anni Quaranta diventa infatti l'attrice più pagata di Hollywood. Un altro passaggio fondamentale avviene alla fine degli anni Quaranta: la Rogers fonda una casa di produzione indipendente e sceglie in completa autonomia i ruoli che vuole interpretare, liberandosi dalle "catene" degli studios. Così apre la strada ad altre attrici, diventando una pioniera dei diritti delle donne a Hollywood.

Gli ultimi anni

Nel 1949 Ginger Rogers si concede un ultimo ballo con Fred Astaire: viene infatti ingaggiata per sostituire Judy Garland ne "I Barkleys di Broadway" di Charles Walters. Il suo nome viene avanzato proprio da Astaire, desideroso di tornare a condividere il set con lei. Il pubblico è felicissimo di rivedere la coppia sul grande schermo, uno straordinario canto del cigno. Poi nel 1952 l'ultima apparizione cinematografica degna di nota ne "Il magnifico scherzo" commedia svitata di Howard Hawks con Cary Grant e Marilyn Monroe.

A metà anni Sessanta Ginger Rogers decide di abbandonare il cinema per tornare a dedicarsi a un altro suo grande amore, il teatro. E il ritorno a Broadway è salutato dal trionfo di critica e pubblico: da "Hello, Dolly" a "Mame" - portato al Theatre Royal Drury Lane di Londra - l'amore del pubblico è commovente.

Nonostante l'età che avanza, la Rogers non si ferma mai e all'età di 74 anni firma la sua opera prima. Una vitalità impressionante smorzata solo da due ictus: Ginger Rogers muore il 25 aprile del 1995 nella sua casa di Rancho Mirage, in California.

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