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Gatti sforzeschi, l'appello di Feltri al Tg4: "Ascoltate questi volontari. Andate loro incontro"

Il Tg4 rilancia la battaglia del Giornale: i volontari chiedono accessi compatibili con le cure quotidiane per i 18 felini del Castello

Gatti sforzeschi, l'appello di Feltri al Tg4: "Ascoltate questi volontari. Andate loro incontro"

La storia dei gatti sforzeschi è uscita dai fossati del Castello Sforzesco per arrivare sulle pagine de IlGiornale, in televisione e al centro dell'attenzione di migliaia di persone. Quella che fino a poche settimane fa sembrava una vicenda conosciuta soltanto dai volontari che ogni giorno si prendono cura della colonia felina è diventata una battaglia pubblica grazie alla campagna promossa dal Giornale e rilanciata dal Tg4. A dare voce alla vicenda è stato innanzitutto Vittorio Feltri, che ha dedicato un articolo e un videomessaggio alla sorte dei gatti del Castello, invitando il Comune di Milano a trovare una soluzione che permetta ai volontari di continuare ad assisterli. L'appello ha raccolto il sostegno dei lettori, dando vita a un'ondata di solidarietà culminata con il ringraziamento pubblico dell'associazione che si occupa della colonia.

Il caso arriva al Tg4

A portare la vicenda davanti al grande pubblico è stato il servizio trasmesso dal Tg4, che ha raccontato le difficoltà vissute dalla colonia felina ospitata nei fossati del Castello Sforzesco. Le immagini mostrano uno dei luoghi simbolo di Milano, dove, secondo la tradizione, i gatti vivono da oltre sei secoli. Il servizio ricorda come queste colonie rappresentino una presenza importante in molte città italiane, ma sottolinea che quella del Castello possiede un valore particolare perché è strettamente legata alla storia della fortezza. Il Tg4 racconta anche come, negli ultimi anni, il numero dei gatti si sia progressivamente ridotto e come oggi la colonia sia composta da appena diciotto esemplari. Una situazione che rende ancora più prezioso il lavoro dei volontari e ancora più delicato qualsiasi cambiamento che possa ostacolare la loro attività quotidiana.

Il nuovo regolamento che ha fatto nascere la protesta

All'origine della mobilitazione c'è il nuovo regolamento che disciplina l'accesso ai fossati del Castello Sforzesco. Secondo quanto spiegano i volontari, le nuove limitazioni rendono molto più difficile raggiungere la colonia nelle ore serali, proprio quando molti di loro, terminata la giornata di lavoro, possono dedicarsi ai gatti. La questione non riguarda soltanto gli orari di ingresso, ma la possibilità di garantire ogni giorno le attività indispensabili per il benessere degli animali: distribuire cibo e acqua, verificare le loro condizioni di salute, pulire le postazioni e intervenire rapidamente in caso di necessità. È proprio questa difficoltà operativa ad aver spinto il Giornale ad accendere i riflettori sulla vicenda, trasformando un problema segnalato dall'associazione in un tema di interesse pubblico.

Una colonia che fa parte della storia di Milano

La colonia felina del Castello Sforzesco non è una presenza recente. Secondo la tradizione, i gatti abitano i fossati della fortezza da oltre seicento anni, già all'epoca di Leonardo da Vinci. Per secoli hanno contribuito a contenere la presenza dei roditori all'interno del complesso monumentale, accompagnandone tutte le trasformazioni storiche. Hanno attraversato dominazioni straniere, guerre, bombardamenti e restauri, rimanendo una presenza costante nel paesaggio del Castello. Ancora oggi rappresentano uno degli elementi più caratteristici della fortezza, tanto da essere considerati da molti una parte integrante della sua identità. Negli ultimi anni, grazie alle campagne di sterilizzazione e al naturale ricambio della colonia, il numero degli animali è diminuito sensibilmente, passando da circa sessanta agli attuali diciotto esemplari. Una riduzione che rende ancora più importante la loro tutela.

Il lavoro quotidiano dei volontari

A garantire la sopravvivenza della colonia è un piccolo gruppo di volontari che, ogni giorno, dedica tempo e risorse alla cura dei gatti. Attraverso un'organizzazione basata su turni condivisi, provvedono all'alimentazione degli animali, al controllo sanitario, alla pulizia delle aree di alimentazione e al monitoraggio costante della colonia. Il cosiddetto "giro pappa" richiede oltre tre ore di lavoro quotidiano e viene svolto gratuitamente, senza alcun compenso, grazie all'impegno di persone che da anni considerano quei gatti parte del patrimonio della città. È proprio la difficoltà di continuare a svolgere questo servizio nelle condizioni attuali ad aver dato origine alla campagna promossa dal Giornale.

Vittorio Feltri: "Sono un gattolico praticante"

Dopo aver acceso i riflettori sulla vicenda della colonia felina del Castello Sforzesco, il Giornale ha affidato a Vittorio Feltri un appello destinato a dare ancora più forza alla campagna. Il direttore editoriale non si limita a prendere posizione sulla questione, ma spiega perché quella battaglia lo coinvolga anche sul piano personale. L'incipit del suo articolo è una vera dichiarazione d'amore: "Premetto un elemento fondamentale: sono un gattolico praticante, che nutre nei confronti dei mici un amore devoto e smodato". Da quel momento il racconto assume un tono intimo. Feltri ripercorre il rapporto che lo lega ai gatti fin dall'infanzia, ricordando come abbiano sempre fatto parte della sua vita. "C'è sempre stato un gatto al mio fianco. O anche più di uno. A scandire le varie epoche della mia esistenza". Tra i ricordi più cari emerge quello di Vecjo, il grande gatto bianco e nero arrivato quando era ancora bambino e diventato presto il suo inseparabile compagno di giochi. Ogni sera si infilava sotto le coperte per dormire accanto a lui, un'immagine che Feltri conserva ancora oggi con particolare affetto. Nel corso degli anni altri gatti hanno condiviso la sua Quotidianità. Alcuni sono rimasti con lui per quasi vent'anni, altri non ci sono più, ma tutti hanno lasciato un segno profondo nella sua vita.

"Li stimo più degli esseri umani"

Per Feltri il legame con i gatti non nasce soltanto dall'affetto. È soprattutto una questione di rispetto. Nel suo articolo li descrive come animali dotati di caratteristiche che raramente ritrova nelle persone: discrezione, eleganza, intelligenza e indipendenza. "Per me si tratta di intelligenza". Respinge l'idea che siano animali opportunisti o egoisti e sostiene invece che la loro autonomia rappresenti una forma di dignità. Non cercano continuamente attenzioni, non obbediscono per convenienza e non modificano il proprio carattere per compiacere chi hanno davanti. È proprio questa libertà, secondo Feltri, a renderli così affascinanti.ì “Hanno carattere. Sono indipendenti, fieri, orgogliosi. Riescono a trasmettere pace". Tra gli esempi cita anche Ciccio, uno dei gatti che vivono con lui, capace di riempire una stanza semplicemente con la propria presenza, senza bisogno di miagolare o richiamare continuamente l'attenzione. Un rapporto che il giornalista sintetizza con una frase destinata a colpire i lettori:"I gatti li stimo più degli esseri umani".

L'appello al Comune: "Servono soluzioni, non ostacoli"

Dopo aver raccontato il proprio rapporto con i felini, Feltri torna sul tema centrale della campagna. Secondo il direttore editoriale, amministrare un bene storico come il Castello Sforzesco significa trovare un equilibrio tra le esigenze di tutela del monumento e quelle di chi, da anni, si occupa degli animali. "Amministrare significa trovare soluzioni. Non creare ostacoli. La differenza tra una buona amministrazione e una cattiva amministrazione sta tutta qui". Per questo invita il Comune a valutare alternative praticabili che consentano ai volontari di continuare il loro lavoro senza compromettere la sicurezza del sito monumentale. Accessi autorizzati, ingressi controllati o altre modalità organizzative, secondo Feltri, possono rappresentare una risposta di buon senso a un problema che non dovrebbe trasformarsi in uno scontro. "Il buonsenso serve esattamente a questo: ad accomodare i problemi senza distruggere ciò che funziona". Infine rivolge un appello diretto all'amministrazione comunale, chiedendo che i volontari vengano considerati una risorsa per la città e non un ostacolo. "Ascoltate questi volontari. Andate loro incontro. Non trattateli come un problema. Considerateli per ciò che sono: una risorsa".

Il videomessaggio di Feltri

Dopo l'articolo pubblicato sul Giornale, Vittorio Feltri ha scelto di rivolgersi direttamente ai lettori attraverso un videomessaggio, trasformando il proprio intervento in un appello pubblico a sostegno della campagna. Con il suo stile schietto, il direttore editoriale torna a chiedere attenzione per la vicenda e invita chi segue il quotidiano a non restare indifferente. "Cari amici, buongiorno. Oggi devo farvi una confessione. Io sono un gattolico praticante". Nel video Feltri ribadisce la propria preoccupazione per il futuro della colonia e denuncia il rischio che quei gatti, presenti da generazioni nel Castello Sforzesco, possano essere penalizzati da decisioni che non tengono conto del loro valore. "Sono molto arrabbiato da quando ho appreso che il Comune di Milano intende sbarazzarsi dei gatti che attualmente, e da secoli, vivono nel Castello Sforzesco". Il suo intervento assume quindi i toni di un invito alla partecipazione, rivolto non soltanto agli amanti degli animali ma a tutti coloro che ritengono importante difendere una presenza storica della città. “Io pertanto vi raccomando di unirvi a me nella lotta a favore dei mici di Milano. Nessuno li tocchi, nessuno osi sterminarli, nessuno osi buttarli via davanti ai nostri occhi. I gatti sono milanesi, fanno parte della popolazione e anche le autorità cittadine devono rispettarli. Se non lo faranno, io personalmente farò loro la guerra".

La risposta dei lettori

L'appello di Vittorio Feltri non è rimasto senza risposta. Nei giorni successivi alla pubblicazione dell'articolo e del videomessaggio, numerosi lettori del Giornale hanno espresso la propria vicinanza alla campagna con messaggi di sostegno, condivisioni e attestati di solidarietà. L'iniziativa, nata per portare all'attenzione dell'opinione pubblica una vicenda locale, ha finito così per coinvolgere migliaia di persone, dimostrando quanto il tema della tutela degli animali e del patrimonio cittadino sia sentito ben oltre i confini di Milano. La partecipazione dei lettori ha dato ulteriore forza alla campagna, contribuendo ad amplificarne la visibilità e a mantenere alta l'attenzione sulla vicenda.

"L'ondata di solidarietà è stata enorme"

A raccogliere idealmente il testimone è stato Felice Mantri, che ha voluto ringraziare pubblicamente i lettori del Giornale per il sostegno ricevuto. "Buongiorno cari lettori del Giornale, vi porto i ringraziamenti dei gatti sforzeschi per l'enorme ondata di solidarietà che hanno ricevuto dopo l'articolo del Giornale". Un messaggio che testimonia quanto la campagna abbia raggiunto un pubblico molto più ampio rispetto a quello inizialmente coinvolto. Mantri invita quindi a continuare a sostenere concretamente l'associazione, ricordando che l'impegno non si esaurisce con la visibilità mediatica. "Vi invito a manifestare la vostra generosità attraverso i siti dei Gatti Sforzeschi, Colonie Feline e attraverso i canali social dell'associazione. È molto importante continuare a diffondere questo messaggio per impedire che la colonia felina di Milano venga smantellata o vada a morire". L'appello si estende anche a chi desidera contribuire direttamente al lavoro dell'associazione. "È molto importante che i lettori del Giornale contribuiscano con la loro generosità a mantenere questa colonia, anche sostenendo il volontariato, al quale ovviamente vi invito a partecipare".

Una campagna che continua

Nel suo intervento, Felice Mantri lascia intendere che quella dei gatti sforzeschi non è una battaglia destinata a concludersi in breve tempo. L'ultimo passaggio del suo messaggio guarda infatti al futuro e annuncia nuove iniziative per mantenere viva l'attenzione sulla vicenda. “Nei prossimi giorni il Giornale si farà carico di altre iniziative in merito". Un saluto semplice e ironico che chiude il video con una nota di speranza, ma anche con la consapevolezza che il percorso intrapreso non è ancora concluso.

La campagna promossa dal Giornale, partita dall'appello di Vittorio Feltri e sostenuta dalla partecipazione dei lettori, ha trasformato una vicenda locale in un tema di interesse nazionale, riportando al centro del dibattito il valore del volontariato, della tutela degli animali e della salvaguardia di una presenza che da secoli accompagna la storia del Castello Sforzesco.

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