Il sottobosco dei social è ricco di movimenti e di contenuti, che si muovono senza far rumore se non dentro una bolla di interesse, difficilmente penetrabile a meno che non si conoscano le parole chiave o non si abbia l’invito. Il Giornale da anni monitora queste “bolle” nel contesto dell’immigrazione clandestina e nel corso del tempo abbiamo notato un’evoluzione, un cambiamento nell’approccio ma anche nella “geografia” dei movimenti, che dall’Italia si sono gradualmente spostati verso la Spagna. Ma non solo, perché c’è stata un’evoluzione anche nella propaganda e nel marketing, se così si può chiamare. Esiste, infatti, un vero e proprio mercato per le traversate, che vengono pubblicizzate e sponsorizzate con video accattivanti, con musiche incalzanti.
Ma se fino a pochi mesi fa il tutto avveniva utilizzando i video girati dagli stessi migranti a bordo dei barchini, con una qualità pertanto non eccelsa, ora si è fatto un passo avanti e molti dei video vengono realizzati con l’intelligenza artificiale. Sono delle clip quasi patinate, perfette, realizzate come se fossero girate da un drone, con tanto di zoom tattici su volti ed espressioni allo scopo di toccare le corde profonde dell’emotività di chi lo guarda. C’è un elemento particolare nei video creati con l’intelligenza artificiale, ossia la presenza di un elevato numero di donne sui gommoni, che nella realtà che si conosce storicamente per gli arrivi in Italia e in Europa non trova riscontro.
Questa distorsione della realtà non è casuale, ma risponde a una precisa strategia di ingegneria sociale applicata al traffico di esseri umani, già evidenziata in altre occasioni. L’intelligenza artificiale permette alle reti criminali di manipolare la percezione del rischio e del target di riferimento, trasformando un viaggio pericoloso in una narrazione epica e, paradossalmente, rassicurante. L’inserimento massiccio di figure femminili e di nuclei familiari composti in modo quasi cinematografico serve a normalizzare la traversata, abbattendo le barriere psicologiche di chi esita di fronte agli effettivi pericoli. I trafficanti non si limitano più a gestire il trasporto, ma operano come agenzie di servizi che curano ogni dettaglio della comunicazione, utilizzando l'intelligenza artificiale per colmare il divario tra la durezza della realtà e le aspettative dei migranti.
Il risultato è una frizione costante tra i dati raccolti dalle autorità di frontiera, che confermano la prevalenza di uomini soli, e una narrazione digitale che costruisce una verità parallela ad uso e consumo del mercato delle partenze.