Finalmente possiamo sfogarci, sapendo che non siamo soli! Giorni fa, per accettare una consulenza, siamo stati obbligati a iscriverci al portale di una Regione, di cui taceremo il nome. Il lavoro di consulenza ci ha impegnato una serata. Quello per iscriversi al portale, due. A un certo punto, nella compilazione dei moduli, è comparsa una richiesta di verifica dell'identità per superare la quale dovevamo sommare numeri arabi (8, 14, 21...) e romani (V, XIX, XXVIII...). E per fortuna abbiamo fatto il liceo. Come vorremmo tornare negli anni Ottanta.
E cosa c'entra? C'entra, perché ieri abbiamo letto della disavventura capitata a Papa Leone XIV. È stato rivelato soltanto ora, ma qualche mese dopo essere stato eletto, il Pontefice chiamò la sua banca di Chicago per aggiornare i suoi dati. E lì iniziò la via crucis: password, domande di sicurezza, operatrici inflessibili e tutte quelle benedette (senza offesa) procedure del customer care. Neanche rivelare di essere Papa servì. Santo Padre e santa pazienza. La cosa si risolse solo grazie all'intervento di un prete, suo amico, che conosceva il direttore della banca. Non sono le vie del Signore, ma quelle delle raccomandazioni a essere infinite.
Username, password, app, scarica l'app, codici OTP generati dall'app, Firma Elettronica Semplice, Ora pro nobis, Firma Digitale Remota, Ora pro nobis, Firma Elettronica
Avanzata, Ora pro nobis, Spid, Cie, PIN, PUK, PEC. Login e Longino.È il peggior inferno che l'uomo abbia creato in terra. Si chiama burocrazia digitale. E - lo ha scoperto anche il Papa - è persino più folle di Trump.